Missione compiuta. Una doppietta storica quella firmata da Vettel e Raikkonen. La Ferrari torna a vincere a Montecarlo dopo sedici anni, ma non c'è sorriso sul volto di Iceman, sorpreso dal compagno di squadra al pit stop. Vettel poi prende il largo fino al pauroso incidente di Wehrlein toccato da Button. Questa Ferrari, che centra il 227mo successo nella storia e sale in testa anche nel Mondiale Costruttori, sembra tornata quella d'oro di Schumacher, l'ultimo ad aver vinto a Montecarlo al volante della Rossa nel 2001. Il terzo posto di Ricciardo, che ha fatto infuriare Verstappen, quinto e rientrato prima dell'australiano ai box, il quarto di Bottas e soprattutto il settimo di Hamilton rinforzano l'impressione di difficoltà delle Mercedes, che hanno sofferto per tutto il weekend sulle stradine strette del Principato. Problemi di passo e di sospensioni, per le Frecce d'Argento. Problemi che la Ferrari non conosce-

Ferrari show.

Kimi Raikkonen, partito in pole, è scattato alla perfezione ma non è bastato. I grandi piloti, infatti, li vedi al traguardo e non alla partenza. E pesano tanto, forse troppo, i sei giri in meno rispetto a Vettel. In quei sei giri il tedesco ha infilato una serie di giri più veloci con le gomme Ultrasoft, anche se consumate. Ha mantenuto un ritmo sul piede dell'1.15 basso che gli hanno permesso di tornare in pista al comando dopo la sosta. Raikkonen, invece, dal 32mo giro non riesce ad essere così incisivo sui doppiati e ha così permesso di rimettere in gara le Red Bull e Bottas. Da quel momento, il quattro volte campione del mondo ha cambiato passo, ha impresso un ritmo insostenibile per tutti con le Supersoft e allargato il gap da Raikkonen fino alla safety car entrata al 60mo giro quando Pascal Wehrlein si è schiantato al Portier, schiacciato su due ruote dopo un contatto con Button.  I commissari hanno impiegato qualche minuto a estrarre il tedesco, reduce dal brutto incidente alla Corsa dei Campioni che ha portato Giovinazzi al volante della Sauber nelle prime due gare. Fortunatamente non ci sono conseguenze per Wehrlein, che inaugura una giornata nera per la Sauber chiusa col ritiro di Ericsson.

Le Ferrari oggi hanno fatto una corsa a parte, Vettel ha staccato di 2,4 secondi Kimi Raikkonen nel giro del re-start e si è preso così lo spazio per legittimare una vittoria e una doppietta storica.

Mercedes, la grande sconfitta.

La vera grande sconfitta del Principato è la Mercedes. Bottas non ha retto il passo di Ferrari e Red Bull e ha pagato anche un errore al pit stop. Hamilton, invece, partito tredicesimo ha cercato di mantenere una condotta più accorta ma ha dimostrato ancora una volta che la SF70-H è diventata la monoposto di riferimento nel Mondiale. I 25 punti di vantaggio di Vettel su Hamilton nel Mondiale danno la misura della distanza fra una Ferrari solida e costante su tutte le piste e una Mercedes troppo incostante. A Montecarlo, i tecnici hanno presentato alla Pirelli una simulazione di carico aerodinamico che avrebbero richiesto pressioni di gonfiaggio nettamente superiori a quelle dichiarate da tutti gli altri team. I tecnici di Brackley speravano di poter contare su una maggiore rigidezza della gomma, ma il fornitore unico non ha cambiato i valori. La Mercedes si è ritrovata con una macchina meno maneggevole sulle stradine piene di sconnessioni e tombini, più ingombrante e pesante, troppo spesso in crisi nella gestione delle gomme anteriori.

Hamilton ha cercato di forzare la macchina per tutto il weekend, Bottas asseconda di più la W08 e riesce a trarne il massimo potenziale anche se solo per un giro. A Monaco, con l'assetto morbido le Mercedes non sono riuscite a caricare abbastanza le gomme anteriori per mandarle in temperatura nella giusta finestra di funzionamento.

McLaren, fallimento senza fine.

Non c'è fine, invece, all'incubo della McLaren. Pascal Wehrlein, all'uscita del pit stop ha chiuso Button che ha invocato via radio un provvedimento sul tedesco. Il britannico ha avuto un divertente scambio via radio con Alonso, che si raccomandava di prendersi cura della sua macchina, ma ha avuto ben poco di cui divertirsi. Partito dalla pit lane per una modifica del set up, Button ha chiuso così la sua gara. La domenica nera è finita con Vandoorne a muro alla prima curva quando era in zona punti. Ma le preoccupazioni crescono.

Yusuke Hasegawa, grande capo del reparto F.1 della Honda, ha ammesso che la MGU-H attuale non può durare più due gare. "Pensiamo che dobbiamo modificarla per renderla più robusta" ha detto a motorsport.com. "Attualmente stiamo facendo delle verifiche legate alle temperature. Questa volta abbiamo fatto un chilometraggio accettabile, ma continuiamo ad avere importanti problemi di affidabilità. I meccanici hanno sentito un po' troppo attrito e di solito quando si rompe la turbina della MGU-H si blocca completamente. Per questo quando abbiamo sentito questa resistenza ci siamo preoccupati". Una preoccupazione che dura da troppo tempo. Le soluzioni, però, non si vedono.