Automobilista arrabbiato (Foto di Joseph Mietus).
in foto: Automobilista arrabbiato (Foto di Joseph Mietus).

L’auto è prima di tutto utile, per alcuni è anche un piacere. Per tutti è fonte di rabbia. Che ci si trovi in città nell’ora di punta o che si attraversi un’autostrada a tre corsie, l’automobilista è sempre messo alla prova nella gestione della rabbia. Persino quando è a casa – con la macchina “seduta” buona al suo posto nel parcheggio – l’essere umano è istigato all’ira in quanto automobilista.

1. Il parcheggio

È il grande problema della città, dove – come ricorda il comico Gioele Dix nel video proposto qui sopra – si è disposti a tallonare un pedone con le chiavi in mano pur di poter parcheggiare la propria auto. Il cittadino ha imparato a sfidare le leggi della fisica e tentare di posizionare un suv nello spazio di un’utilitaria: lo stress ha totalmente alterato la sua capacità di giudizio.

Il parcheggiatore abusivo è la specie che più di tutte ha beneficiato di questo habitat ostile all’uomo comune. Avvicina l’automobilista sudato, con le pupille dilatate e in evidente stato di shock, gli fa abbassare il finestrino e gli assicura che i divieti di sosta che ha visto in realtà non esistono. Resistetegli: mente e, comunque, chiuderà la sua “contrattazione” con la paradossale richiesta di “due euro a piacere”:

2. L’assicurazione indifferente

Eccolo il caso di scuola, quello che vede l’automobilista arrabbiarsi anche quando non guida. Sta seduto a casa sua, quando arriva una telefonata: “Signor Rossi, la sua RCA sta per scadere…”: è l’agenzia di assicurazione che gli ricorda di rinnovare la polizza. Lui non fa incidenti, usa l’auto una o due volte a settimana per tratte prevalentemente urbane. Considerato l’uso che fa della sua vettura, paga più di assicurazione che di carburante. Per fortuna in questi casi una soluzione c’è, dato che sarebbe sufficiente scegliere una Compagnia che preveda l’assicurazione auto a km SaraFree.

3. Il traffico

Il traffico annulla l’utilità dell’auto, e tanto basta per odiarlo. L’automobilista che cerca di darne una spiegazione si consegna ipso facto al fallimento. Se chiara ne è la dinamica nelle ore di punta, meno evidente ne è l’origine in momenti della giornata che magari, fino al giorno prima, erano reputati “traffic-free”. Un problema, quello del traffico, che l’automobilista più stressato non può fare a meno di leggere alla luce di un’altra sofferenza: quella suelencata del parcheggio. Ne sorge il dilemma: “ma se tutti siamo bloccati nel traffico, come è possibile che non si trova un posto?”.

4. Le buche in mimetica

È in inverno che le buche che infestano le strade italiane non solo si allargano, ma si mimetizzano. Coperte dalla pioggia fingono di non esistere in attesa della prossima gomma da sgonfiare e del nuovo semi-asse da danneggiare. Il pendolare conosce a memoria non solo le buche esistenti sul tragitto, ma anche i punti deboli nel quale si possono aprire nuove voragini causate dalle battenti piogge invernali. La sua memoria potrebbe rendere un servizio all’assessorato ai lavori pubblici… se solo questo avesse risorse economiche sufficienti a risolvere il problema.

5. Limiti di velocità

I limiti di velocità vanno rispettati sempre, anche quando i sistemi di controllo sono scarsi o nulli. Solo chi rispetta il codice della strada sa quale rabbia gli si possa muovere nello stomaco nel momento in cui è costretto ad attraversare un rettilineo a 30 km/h, magari fuori dal centro urbano. Purtroppo i limiti sono stabiliti non solo considerando visibilità, traffico, presenza pedonale e difficoltà del percorso, ma anche in base alle condizioni del fondo stradale. Piuttosto che rendere sicura una strada, gli enti locali possono decidere di abbassare il limite di velocità. Costa di meno e se qualche vettura riporta un danno, l’amministrazione locale si salva facilmente dimostrando che l’automobilista non si è attenuto al limite di velocità.

6. Il danno misterioso

Quando la meccanica dettava legge nelle auto, tutto era più chiaro. Le centraline hanno introdotto il dominio dell’elettronica, che ha il grande merito di aver contribuito alla riduzione dei consumi. Ciononostante tutto è diventato più complesso. Si comincia con il display che suggerisce di portare l’auto dal meccanico, si continua con l’officina che cambia un pezzo, si prosegue con il display che al meccanico dice di portare l’auto dal meccanico e si finisce con un conto salatissimo. Di solito l’automobilista si è cercato questo genere di guai, eludendo a tutti gli obblighi di manutenzione riportati anche nel libretto di istruzioni.

7. Lo scandalo Volkswagen

Hai acquistato con grande fatica un’auto usata perché la tua vecchia Euro 3 non poteva circolare tutte le volte che dovevi accompagnare i tuoi figli a scuola. Quando hai saputo che la Volkswagen truccava i test sulle emissioni hai cercato su Internet le foto della tua vecchia, piccola auto: con le dita sullo schermo e le lacrime agli occhi le hai chiesto “scusa” per averla mandata allo scasso.

8. Cantieri e ZTL

Grazie all’esperienza l’automobilista memorizza le strade da fare per arrivare prima al lavoro ed evitare il traffico. Peccato che persino l’asfalto sotto ai piedi non sia più una certezza. All’improvviso le città pullulano di cantieri, i cui lavori sono gli unici in Italia che in questo periodo possono dirsi “a tempo indeterminato”. A ciò si aggiunge la creazione di nuove aree ZTL interdette al traffico. L’automobilista conosceva la strada, ma ora non ha più alcuna certezza. Svolta a sinistra quando avrebbe voluto andare diritto, rigira a destra quando sarebbe dovuto tornare indietro. Si ferma, consulta il GPS che non sa – non può sapere ­- quale sia la strada giusta. Alla fine l’automobilista riesce a raggiungere casa. Non sa come ci sia riuscito, ma due mesi dopo riceve a casa un’affettuosa lettera della Polizia Municipale: una multa per transito non consentito in una ZTL.

9. Ladri di pezzi accessori

Alcune auto sono bersagliate più di altre e alcune zone sono a maggior rischio rispetto alla media del paese. I ladri da parcheggio, quelli che fanno incetta di specchietti, cerchioni, pneumatici, stemmi e tergicristalli, costringono il parco auto delle città a trascurarsi e impongono alle famiglia spese extra talvolta ingestibili. Benché i danni talvolta siano di pochi euro, conviene sempre sporgere denuncia per agevolare le forze di polizia (e quindi noi stessi). Agli automobilisti che non possono permettersi un garage, spesso non resta altra soluzione che lasciar sviluppare alla propria auto una certa “povertà” di elementi. Nell’automobilista incolleritosi per il traffico e la ricerca di un parcheggio, monta ulteriore rabbia per il destino incerto della propria auto in strada. Come dicevamo, non c’è pausa nemmeno tra le mura di casa propria.