Valentino Rossi al box Yamaha / Getty Images
in foto: Valentino Rossi al box Yamaha / Getty Images

Nove titoli mondiali, ma zero vittorie nell'ultima stagione corsa in MotoGP: Valentino Rossi, complice anche una Yamaha non ai livelli di Honda e Ducati per gran parte dell'anno, ha chiuso per la prima volta in carriera senza riuscire a salire nemmeno una volta sul gradino più alto del podio con la moto della casa di Iwata. Un risultato sorprendente vista la competitività del pilota italiano che, nonostante i 39 anni, sembra ancora in grado di giocarsi le proprie chance.

L'attacco di Puig a Rossi

Il 2018 si è chiuso con il 3° posto assoluto nel mondiale, alle spalle di Marc Marquez e Andrea Dovizioso, ma la sua stagione non è stata delle più semplici con una M1 che non ha sentito totalmente sua e quel contatto con lo spagnolo in Argentina a far riaffiorare vecchie ruggini difficili da smaltire. Il tempo di Rossi in MotoGP, stando ai suoi detrattori, sembra ormai essere arrivato agli sgoccioli già da un po' e, nonostante il rispetto per il campione, anche Alberto Puig, team manager della Honda, sembra convinto che gli anni migliori del pilota italiano siano ormai alle spalle.

Valentino è stato un grande pilota, ha tutto il mio rispetto. Alla sua età ha ancora tanta voglia e rifiuta di non saper più vincere pur essendo veloce, ma accettare che il suo momento sia passato gli sta costando molto – ha ammesso in un'intervista concessa a La Vanguardia – A volte i modi che usa per seguire i suoi obiettivi non sono giusti. Rispetto Rossi, ma nella vita tutto ha il suo momento. A volte uno deve fermarsi e pensare. E, che gli piaccia o no, ora Marc è il numero uno. Marquez non si preoccupa affatto della corrente di pensiero che cercano di generare nell’ambiente di Vale, io non l'ho mai visto fare delle azioni cattive nei confronti di Rossi, sono sempre stati incidenti di gara.

Un vero e proprio attacco quello del team manager Honda che, senza giri di parole, ammette come, almeno secondo lui, il momento di Rossi sia passato e che il ritiro dovrebbe essere preso in seria considerazione. Rossi, che ha concluso senza vittorie nel 2018, ma al terzo posto del mondiale, ha tutta l'intenzione di rispettare il proprio contratto con Yamaha che scadrà nel 2020 e nella prossima stagione sarà di nuovo ai nastri di partenza per non dare ragioni a tutti coloro che pensano che il momento di appendere il casco al chiodo sia ormai arrivato.