L'Alfa Romeo Giulia non smette di stupire: dopo aver vinto il prestigioso premio Compasso D'Oro Adi , che spetta alla vettura che meglio rappresenta il progresso in termini di design nel panorama automobilistico, la berlina del Biscione, capace di trainare le vendite del marchio insieme alla Stelvio, si mette in mostra per un altro riconoscimento, stavolta assegnato dagli automobilisti stessi: la Giulia, infatti, nella classifica 2018 dei modelli ‘executive' si è piazzata al terzo posto in fatto di affidabilità con un punteggio del 96,9% dietro alla vincitrice Volvo V60 (99,3%) e alla Vauxhall/Opel Insignia (97,5%).

La Giulia meglio delle rivali tedesche

Nell'edizione 2018 del rapporto Reliability Survey pubblicato periodicamente da WhatCar?, autorevole periodico britannico specializzato nell'analisi del mercato dell'auto e nei consigli per gli acquisti agli utenti, l'Alfa Romeo Giulia è riuscita a mettersi dietro tutte le dirette rivali tedesche; alle sue spalle, infatti, ci sono Audi A4, Bmw Serie 3 e Mercedes Classe C – ma anche con Volkswagen Passat, Skoda Superb e Jaguar XE. Un risultato importante quello ottenuto dalla berlina della casa di Arese che è arrivato a seguito delle risposte di 18 mila utenti britannici che, nel complesso, hanno fornito le valutazioni per 159 diversi modelli di 31 marche, analizzando il comportamento in condizioni di reale utilizzo per esemplari con un'anzianità compresa fra uno e quattro anni.

Alfa Romeo Giulia

Approdata sul mercato britannico nel 2016, l'Alfa Romeo Giulia è stata subito apprezzata dagli utenti d'Oltremanica che hanno riscontrato problemi solo nel 17% dei casi contro una percentuale dell'83,1% per quanto riguarda la Mercedes Classe C questa percentuale è dell'83,1%, solo per citarne una. Le poche criticità di Giulia hanno riguardato principalmente l'impianto di climatizzazione (4%), i freni (4%) e le luci esterne (4%), tutte queste anomalie sono state riparate in garanzia. Un bel riconoscimento per la berlina italiana che, in uno spot faceva il verso proprio alle classiche della Germania. "Mica la solita tedesca" recitava lo spot e, a distanza di qualche tempo, quella frase appare quasi profetica.