Fernando Alonso al volante della Toyota Hilux durante il test / Gazoo Racing
in foto: Fernando Alonso al volante della Toyota Hilux durante il test / Gazoo Racing

Nel nulla del deserto del Karoo, in Sud Africa, Fernando Alonso ha completato la sua prima speciale, una prima presa di contatto con un nuovo mondo, quello dei raid, con l’obiettivo di divertirsi e valutare la sua partecipazione alla Dakar 2020. L’asturiano ha commentato questo primo test svolto a 900 km da Johannesburg, al volante della Toyota Hilux, la vettura che ha vinto l’ultima edizione della Dakar. Con Alonso, il pilota ufficiale Toyota Gazoo Racing South Africa, Giniel De Villiers, e il suo navigatore Dennis Murphy. Giniel ha mostrato allo spagnolo due diversi percorsi, uno più breve, con pietre e buche, e l’altro più lungo, con anche le dune.

Alonso: "Diverso ma divertente"

Dopo la ricognizione, è toccato ad Alonso cimentarsi nella nuova avventura. “È probabilmente la posizione di guida più alta che abbia mai avuto su una macchina da corsa. Sei alto circa un metro e mezzo, sulle dune sei ancora più in alto – ha scherzato il due volte campione di F1 e vincitore della 24 Ore di Le Mans 2018 – . La macchina permette più sollecitazioni di quanto sia abituato, ma è stato abbastanza divertente. Puoi andare su pietre, rocce e saltare, e la macchina risponde che va tutto bene. Questa è stata, sicuramente, la cosa più diversa. Per Giniel e gli altri questa è un’autostrada, mentre per me è difficile, con diversi salti da affrontare, tante rocce, piccole dune, alcune ovviamente cieche quando si saliva, per cui dovevi capire bene la velocità con cui affrontarle. Ho imparato tante cose nuove”.

Un’esperienza che è stata più o meno come gli aveva raccontato un suo amico, padre di un altro pilota di Formula 1. “Ho seguito la Dakar per diversi anni, in Spagna c’è una grande tradizione di rally, c’è Carlos Sainz che è una figura incredibile, uno dei migliori della storia, ha fatto molto bene due anni fa e ha vintoQuesta è una delle discipline più complicate e difficili del motorsport. I piloti lottano contro cose che sfuggono al proprio controllo. Non si è in zone circoscritte come i circuiti, ma devi adattarti a uno spazio aperto dove tutto può accadere. Devi rimanere concentrato per molto tempo perché le tappe sono molto lunghe, ma belle. Se la Dakar è considerata la gara più dura al mondo non è un caso”.