in foto: Anche la Koenigsegg Regera affronta i crash test.

Auto da sogno con prestazioni incredibili e design da urlo. Le supercar sono auto spettacolari e decisamente costose e vedere una vettura con un prezzo di listino di 2 milioni di euro ridotta in un ammasso di lamiere è un colpo al cuore per ogni appassionato. I crash test sono un passaggio fondamentale nello sviluppo di una vettura e se Euro NCAP mette in bella mostra carenze e pregi delle auto più comuni, generalmente i marchi più prestigiosi tendono a nascondere al mondo i rigidi cicli di crash test a cui vengono sottoposte le supercar prima di entrare in produzione.

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Rigorosi crash test. La svedese Koenigsegg chiude il 2017 con un interessante post sul profilo ufficiale Instagram dell'azienda, che mette in bella mostra una vettura in condizioni decisamente pessime. L'auto in questione è una Regera, la hyper-ibrida che tra poco raggiungerà le strade di tutto il mondo. Nel video vengono mostrati alcuni passaggi riguardanti i crash test che Koenigsegg esegue in sede. La Regera affronta una serie di test ripresi dalla procedura standard Euro NCAP e viene lanciata dritta contro un muro e la povera hypercar è costretta anche alla temibile prova del palo. In aggiunta vengono effettuati altri test di resistenza aggiuntivi, uno di questi coinvolge un tecnico che, armato di martello, colpisce ripetutamente la carrozzeria e alcune componenti in fibra di carbonio per verificarne la resistenza agli impatti.

Koenigsegg Regerain foto: Koenigsegg Regera.

Vita di lusso per i manichini. La Koenigsegg Regera viene provata anche in un contesto urbano, dove potrebbe colpire piccoli ostacoli o compiere un balzo da un gradino. I manichini gialli svedesi svolgono lo stesso lavoro dei colleghi di Euro NCAP ma hanno la possibilità di viaggiare a bordo di una vettura ibrida con un powertrain ibrido capace di toccare una velocità massima superiore ai 400 Km/h. Un'esperienza che i poveri manichini non godranno appieno dato che, una volta raggiunti circa 60 Km/h, la loro corsa si conclude contro una barriera deformabile.