Non solo Tfr in busta paga, sgravi per chi assume, taglio dell’Irap, bonus di 80 euro, sgravi per le Partite IVA a basso reddito e spending review: tra le maglie della Legge di Stabilità 2015 approvata dal Consiglio dei Ministri lo scorso mercoledì 15 ottobre, anche una misura nei confronti degli autoveicoli e motoveicoli di interesse storico e collezionistico: alla riduzione delle tasse di 18 miliardi si contrappone un’autentica mazzata per gli appassionati di veicoli storici.

Le auto e le moto dai 20 ai 30 anni dovranno pagare il bollo

La bozza della nuova Legge di Stabilità cancella l’esonero dal pagamento del bollo per i veicoli di particolare interesse storico e collezionistico, sia auto che moto, a meno che non abbiano compiuto i 30 anni di età. In pratica, il bollo dovrà essere corrisposto per tutti quei veicoli che hanno più di 20 anni e meno di 30 dalla data di produzione che fino ad oggi erano esentati grazie all’iscrizione ai registri storici ASI e FIM. E se da un lato la manovra sui veicoli storici introduce una stretta su chi era riuscito a iscrivere il proprio veicolo ai registri nonostante fosse non “strettamente” di interesse storico, dall’altro a farne le spese sono i collezionisti che dovranno sborsare l’intera tassa, rispetto al minibollo di 25 euro previsto in caso di circolazione su pubblica strada.

Ripercussioni sulle assicurazioni d’epoca

Nello specifico, il disegno di legge abroga i commi 2 e 3 dell’art. 63 della Legge 342/2000 che estendeva l’esenzione in vigore per i veicoli e motoveicoli a decorrere dal trentesimo anno dalla costruzione, ai veicoli di particolare interesse storico e collezionistico individuati, con propria determinazione dall’ASI e, per i motoveicoli, dalla FMI, per i quali il termine era ridotto a venti anni. In tal senso, la stretta potrebbe ripercuotersi anche sulle assicurazioni d’epoca che per le auto e moto con almeno vent’anni di età anagrafica prevedono l’inserimento di una classe di merito fissa vincolata all’iscrizione ai registri delle federazioni.