Vendite in pesante calo per il mercato italiano dell’auto: secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel mese di marzo le immatricolazioni di auto nuove sono state 193.662, il 9,6% in meno delle 214.250 registrate nello stesso mese dello scorso anno. Con questo risultato, i primi tre mesi del 2019, periodo in cui mediamente si realizza il 29% del mercato dell’anno, archiviano una flessione del 6,5% con 537.289 vetture immatricolate, 37.500 in meno delle 574.803 del primo trimestre 2018.

Il bonus/malus non aiuta

Le immatricolazioni di vetture incentivate (0-70 g/km di CO2) sono state poco più di 1.000, lo 0,5% del mercato e il 20% in meno rispetto al marzo dello scorso anno. Meno vendite nonostante il bonus: mancano infatti il decreto attuativo e la predisposizione della piattaforma necessari alla richiesta. Una situazione che “disorienta i consumatori, penalizzando l’operatività delle aziende, in una prospettiva che non può che peggiorare, considerato che gli effetti sulle vendite dell’ecotassa non sono ancora oggettivamente rilevabili” commenta Michele Crisci, Presidente dell’Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere. Aumentano paradossalmente le auto colpite dal malus, circa 8.000 vetture contro le quasi 5.000 registrate nel marzo scorso. “Tra le fasce penalizzate dal malus quella da 161 a 175 g/km di CO2 ha visto un incremento delle immatricolazioni, trattandosi, però – prosegue Crisci – in gran parte di auto ordinate prima del 1° marzo e, quindi, esenti dal pagamento della tassa”.

In questo contesto FCA fa peggio del mercato e chiude il mese di marzo con 48.217 immatricolazioni, il 19,45% in meno rispetto allo scorso anno, con la quota che si attesta al 24,59%. Dei diversi marchi del gruppo cresce solo Lancia con +15,46% e 6.080 immatricolazioni. Frenano Alfa Romeo (-54,74%, 2.433 unità immatricolate), Fiat (-21,47%, 31.632), Jeep (-8,38%, 7.907) e Maserati (-54,12%, 128). Alle spalle dell’ex Lingotto si conferma il gruppo PSA con 31.733 registrazioni e una flessione del 2,79%. In calo il marchio Peugeot, con 10.889 unità registrate (-5,49%) mentre Citroën perde l’1,97% con 9.516 immatricolazioni. Cede anche Opel, che fa registrare una flessione dell’1,23% e 10.959 unità vendute. Segno negativo anche per il gruppo Volkswagen che perde l’1,94%. Tra i vari marchi, in flessione Volkswagen (-3,53%, 17.535 immatricolazioni), Skoda (-1,8%, 2.671) e Audi (-3,59%, 6.418), mentre crescono Seat (13,61%, 2.804) e Lamborghini (71,43%). Meglio del mercato Renault con 20.878 immatricolazioni (11,56%) grazie a Dacia, (+80,8%, 8.653) mentre il marchio della Losanga perde il 12,23% (12.225). Segno meno anche per Ford (-20,85%, 12.296).

“I potenziali acquirenti di auto – spiegano dal Centro Studi Promotor – cominciano a percepire sempre più chiaramente che il quadro economico continua a peggiorare e che il Paese sta entrando nuovamente in recessione (per la terza volta dal 2007). A ciò si aggiunge il fatto che nel 2019 non vi sono più i superammortamenti per le auto utilizzate come beni strumentali e questo fatto penalizza gli acquisti delle aziende, mentre gli acquisti dei privati, pur essendo in discreta tenuta, continuano ad essere frenati dalla demonizzazione del diesel”. Un calo che spaventa l’intero comparto, con l’amarezza di aver ampiamente previsto e prospettato tutto al Governo. “Il mese di marzo appena concluso – afferma Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto – è una chiara espressione di quanto avevamo presagito il 10 dicembre scorso al Ministro Di Maio nella riunione dedicata alle misure che sarebbero poi state approvate con la legge di bilancio, passate alla cronaca come bonus-malus”.