Italiani popolo di santi, poeti, navigatori e infedeli, almeno quando si parla di case automobilistiche. A parole i guidatori del Bel Paese confermano la fiducia al marchio scelto tanto che l'80% del campione preso in esame dagli esperti Findomestic – pubblicato il 12mo rapporto annuale sui trend della mobilità – dichiara di essere soddisfatto della propria auto, ma poi, all'atto pratico, solo il 26% di loro, quando si tratta di acquistare una nuova vettura, si rivolge alla stessa casa automobilistica della precedente.

Una differenza importante quella tra le parole e i fatti che non trova corrispondenza: un fenomeno che riguarda non solo l'Italia, ma la maggior parte delle nazioni prese in esame. Livelli simili al nostro si raggiungono in Germania (82%), Polonia (83%), Messico (82%) e Sudafrica (82%) con la Cina che fa toccare vette addirittura del 98% di automobilisti che, almeno nelle intenzioni, rimangono fedeli alla casa costruttrice scelta. Una volta arrivati al momento della decisione, però, pochissimi confermano ciò che hanno detto: insieme all'Italia, i maggiori traditori si trovano in Polonia, Spagna e Portogallo. I più coerenti, invece, sono i giapponesi che nel 50% dei casi confermano la fiducia al proprio brand: appena l'8% in meno rispetto a quanti si dichiarano fedeli.

I motivi che spingono a cambiare

Le ragioni che spingono gli automobilisti a tradire il marchio sono diverse: gamme di prodotto sempre più ampie, restyling sempre più frequenti, innovazioni tecnologiche sempre diverse sono le cause principali tanto che il 24% dei guidatori ammette di subire il fascino degli altri marchi mentre il 33% lo fa semplicemente perché ha voglia di cambiare. Il 23%, invece, ammette di cambiare per convenienza economica. Rimanere fedeli, almeno nel mondo delle quattro ruote, risulta complicato alla maggior parte: per molti la voglia di cambiare è irresistibile fino al punto di tradire la casa con la quale sono stati per diversi anni. "Chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa cosa perde, ma non sa ciò che trova" recita un vecchio adagio che invita a riflettere sull'irresistibile fascino della novità, ma per gli italiani, quando si parla di automobili, non sembra essere un problema.