Bollo Auto

Tra le tasse legate al mondo dell'auto una delle più chiacchierate è quella legata al bollo e proprio per questo la sentenza 122/2019 della Corte costituzionale è destinata ad aprire nuovi scenari: i giudici, infatti, hanno stabilito che le Regioni sono libere di introdurre esenzioni fiscali sul bollo auto con l'unico vincolo di non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale diminuendolo però a proprio piacimento.

La decisione della Corte Costituzionale

La questione di legittimità costituzionale era stata sollevata dalla Commissione tributaria provinciale di Bologna su un aspetto molto dibattuto come l’esenzione per i veicoli di età compresa tra 20 e 30 anni, che l’Emilia-Romagna prevedeva solo se il mezzo fosse stato iscritto a una dei registri storici riconosciuti dal Codice della strada. La decisione, però, tanto da poter potenzialmente riguardare tutti i veicoli, imponendo alle Regioni unicamente di non alzare la pressione fiscale oltre il tetto fissato a livello statale stabilendo però esenzioni che le leggi nazionali non prevedono; in teoria, quindi, se si riuscisse a mantenere l'equilibrio finanziario, le Regioni, qualora volessero, potrebbero anche decidere di abolirlo completamente. Il bollo auto, infatti, ha uno status particolare non essendo completamente di competenza né delle Regioni né dello Stato, ma demandato alle prime entro i limiti massimi di manovrabilità previsti dalla legislazione statale.

Una decisione accolta con favore dal vicepremier Luigi Di Maio che sottolineato come "la sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito che le Regioni sono libere di introdurre esenzioni fiscali sul bollo auto. Una buona notizia perché il bollo auto è una tassa ingiusta. Se compri la macchina la macchina è tua". Il bollo auto produce un gettito molto consistente; secondo i calcoli effettuati su dati Istat dalla Uecoop, l'Unione europea delle cooperative, il bollo auto si traduce in una stangata su famiglie e imprese da 6,7 miliardi di euro, cifra che indica un balzo del +17,7% in cinque anni. Fra il 2013 e il 2017, come spiegato da Uecoop, le tasse pagate dagli italiani per la macchina sono aumentate al ritmo medio di oltre 200 milioni di euro l'anno. In uno studio del 2016, la Uil aveva calcolato che gli introiti da bollo auto incidevano per l'11,7% sul totale delle entrate da imposte e tributi propri delle Regioni. Adesso, però, forti della sentenza della Consulta, le Regioni avranno mano più libera nella gestione della tassa legata alla proprietà dell'auto e non da escludere che a beneficiarne possano essere proprio gli automobilisti.