Il team principal Ferrari, Maurizio Arrivabene – LaPresse
in foto: Il team principal Ferrari, Maurizio Arrivabene – LaPresse

Il 2019 è iniziato con il botto per la Ferrari che ha deciso di non rinnovare il contratto a Maurizio Arrivabene, arrivato a Maranello nel 2014, promuovendo Mattia Binotto nel ruolo di team principal. Il manager bresciano paga la mancata conquista del mondiale 2018 quando la Rossa era parsa addirittura superiore alla Mercedes in alcune gare non riuscendo però a portare a casa il titolo piloti così come quello costruttori.

Per Briatore la scelta di Binotto è quella giusta

Una fulmine a ciel sereno per la Formula 1, una ventata di novità che, a Maranello, sperano possa essere la giusta soluzione per interrompere un digiuno che dura dal 2008, anno in cui Kimi Raikkonen e Felipe Massa riuscirono a conquistare il mondiale costruttori. Da allora solo delusioni per il Cavallino, desideroso nel 2019 di riprendersi la scena; una decisione, quella di promuovere Binotto nel ruolo che fu di Arrivabene, che trova d'accordo Flavio Briatore, ex manager di Benetton e Renault, scuderie con le quali riuscì a conquistare il titolo iridato.

Quest'anno la Ferrari aveva le carte in regola per vincere il mondiale e non l'ha fatto. Quando non si vince le cose devono cambiare e immagino che chi guida la Scuderia di Maranello abbia pensato in questo modo – ha dichiarato in una intervista all'Adnkronos -. Binotto ha fatto un lavoro eccellente da direttore tecnico, quest'anno la Ferrari aveva una macchina ottima, velocissima e con una gestione diversa dei piloti poteva portare il mondiale a casa. Vedremo che lavoro farà da team principal, di certo non credo che potrà avere il doppio ruolo quindi bisognerà vedere anche chi lo sostituirà alla parte tecnica.

Mattia Binotto, Chief Tecnical Officer della Ferrari – Getty images
in foto: Mattia Binotto, Chief Tecnical Officer della Ferrari – Getty images

Le colpe del mancato successo, quindi, sono da ricercare non tanto nelle prestazioni della vettura, arrivata ormai ai livelli della Mercedes e spesso in grado di fare anche meglio, ma nella gestione della scuderia e nella mancata decisione di impartire ordini di scuderia – come fatto svariate volte dai rivali sacrificando Bottas – come a Monza. Una scelta pagata a caro prezzo dalla Ferrari e da Arrivabene in prima persona: dal prossimo mondiale, che partirà il 17 marzo in Australia, ci sarà Mattia Binotto al timone di comando. I tifosi della Rossa sperano sia la scelta giusta per riportare il Cavallino sul tetto del mondo.