L’ex presidente di Nissan–Renault–Mitsubishi Carlos Ghosn / Getty
in foto: L’ex presidente di Nissan–Renault–Mitsubishi Carlos Ghosn / Getty

L’ex presidente di Nissan-Renault-Mitsubishi, Carlos Ghosn, è stato nuovamente arrestato nelle prime ore del mattino nella sua residenza di Tokyo, dopo che all’inizio di marzo le autorità giapponesi lo avevano rilasciato su cauzione, accusato di violazione aggravata della fiducia. Le nuove accuse, riporta l’agenzia di stampa Kyodo, sarebbero relative all’ipotesi di appropriazione indebita di fondi della società avvenuta attraverso il trasferimento di una parte di 3,5 miliardi di yen (circa 27 milioni di euro) da Nissan a un distributore in Oman come incentivi alle vendite.

Nuovo arresto per appropriazione indebita

Il nuovo arresto arriva a poche ore dall’annuncio via Twitter dello stesso Ghosn che si era detto “pronto a dire la verità su quanto sta accadendo” convocando una conferenza stampa per il prossimo 11 aprile. Prima di essere riportato in carcere, l’ex manager ha definito la decisione “oltraggiosa e arbitraria”, sottolineando come, dal suo punto di vista, faccia parte “di un altro tentativo da parte di alcune persone di Nissan di zittirmi, ingannando i pubblici ministeri”. Ghosn promette battaglia. “Sono determinato a far emergere la verità e sono fiducioso che, se sarò processato in modo giusto, sarò prosciolto. Non mi faranno a pezzi, sono innocente”.

A muoversi anche Renault che dopo aver discusso il caso all’interno del Cda ha diffuso una nota stampa in cui spiega che le spese sostenute da Carlos Ghosn “danno adito a interrogativi, a causa delle pratiche discutibili e occulte da cui derivano e delle violazioni dei principi etici del Gruppo che esse implicano”. Secondo quanto riferito da Reuters a inizio settimana, la Casa automobilistica ha allertato le autorità francesi riguardo alcuni versamenti sospetti nei confronti di uno dei distributori in Medio Oriente.