Marco Simoncelli / Getty
in foto: Marco Simoncelli / Getty

Quello di oggi, 20 gennaio 2019, è un compleanno speciale per Marco Simoncelli. Nel giorno dei suoi 32 anni arriva il regalo più bello, la realizzazione di un progetto nato da un’idea della famiglia Simoncelli e realizzato grazie alle tante donazioni e tutti i ricavati dei diversi eventi di beneficenza dedicati al Sic dopo la sua morte.

Il progetto si chiama Casa Marco Simoncelli e proprio oggi, a Sant’Andrea in Besanigo, frazione di Coriano, il paese dove il Sic è cresciuto, l’inaugurazione della nuova struttura che sarà a disposizione delle famiglie con ragazzi disabili. Il centro sarà gestito dalla Comunità Montetauro, cooperativa di Coriano che da oltre trent’anni si occupa di servizi socio-assistenziali cui Marco era particolarmente legato. “Un sogno che diventa realtà” come raccontato da Paolo Simoncelli, il papà di Marco, che insieme alla moglie Rossella e a Kate Fretti, la fidanzata del Sic, ha creato la Fondazione Marco Simoncelli che, oltre al nuovo centro disabili, in questi anni ha sostenuto diversi progetti di solidarietà e attenzione nei confronti dei più deboli in diverse parti del mondo.

Con il taglio del nastro si concretizza quello che è però il progetto più ambizioso della Fondazione, la prima grande opera di solidarietà che si sviluppa su tre piani per una superficie totale di 1.700 mq, inclusi impianti sportivi e spazi ricreativi, come le due piscine riabilitative, una palestra, un parco giochi oltre a cinque camere complete di soggiorno e cucina per accogliere i familiari e una sala polifunzionale che affaccia su un ampio parcheggio.

Casa Marco Simoncelli a Sant’Andrea in Besanigo / Fondazione Marco Simoncelli
in foto: Casa Marco Simoncelli a Sant’Andrea in Besanigo / Fondazione Marco Simoncelli

Una scelta non casuale, quella di realizzare un centro dedicato ai ragazzi disabili, entrati nel cuore del Sic molto prima del tragico incidente del Gp di Malesia della MotoGP, a Sepang, il 23 ottobre 2011. Poco più di sette anni che non hanno cancellato il ricordo di un pilota diventato un simbolo di diverse generazioni, di quel dolce guerriero che non è mai cambiato nel tempo, neanche quando la sua popolarità cresceva o quando il titolo della 250 lo aveva consacrato tra i campioni. Sotto il profilo umano, il Sic pilota del Motomondiale non era diverso dal Simoncelli fuori dalle piste, sempre pronto a condividere tutto il suo entusiasmo e la grandezza del suo cuore. Un sorriso inesauribile che continua a correre su un circuito diverso, quello della solidarietà, dove attraverso la Fondazione che porta il suo nome testimonia la sua grande generosità ma soprattutto la volontà di trasformare il dolore di un destino beffardo in un qualcosa che possa far sentire meglio e rendere felici quei “fratellini” più piccoli e meno fortunati.