Michael Schumacher rappresenta l'idolo di gran parte degli appassionati di motori, stregati dalle sue magie al volante che lo hanno reso il pilota più vincente di tutti i tempi grazie ai 7 titoli mondiali conquistati di cui 5 con la Ferrari: a volte, però, il campione tedesco viene tirato in ballo, a sproposito, anche quando c'entra poco o nulla come nel caso di un uomo che, condannato per eccesso di velocità, si è difeso sostenendo come le sue azioni fossero guidate proprio dallo spirito del campione che lo obbligava a spingere sull'acceleratore ben oltre i limiti consentiti.

L'assurda difesa: "Sono posseduto dallo spirito di Schumacher"

L'assurda vicenda, riportata dal quotidiano l'Independant, vede coinvolto un santone africano, fermato lo scorso settembre subito dopo la frontiera spagnola; l'uomo – che aveva predetto la vittoria della Francia nell'ultimo mondiale così come che Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra Rassemblement National, diventerà la prima presidente donna in Francia – è finito sotto processo in tribunale a Perpignan, ma a destare scalpore è stata la sua difesa: "Il problema è che a volte sono posseduto da certe personalità. Come Michael Schumacher che mi obbliga a guidare come un pazzo. Non è colpa mia. Sapevo che c'erano gli agenti, ma era più forte di me. Sono gli spiriti che decidono" ha spiegato l'imputato sorvolando sul fatto, non certo secondario, che il campione tedesco sia ancora in vita. L'uomo è stato trovato in possesso anche di una grossa quantità di droga che ha spiegato di aver acquistato in Spagna da un certo "Jesus", ma solo per uso personale. Più che una difesa, quella dello sciamano, è stata una sorta di giustificazione, alla quale i giudici, fortunatamente, non hanno dato credito condannandolo a 18 mesi di prigione con la condizionale.