Sono passati 25 anni dall'ultima gara disputata da Ayrton Senna, quel maledetto Gran Premio di San Marino nel quale perse la vita; una leggenda, il brasiliano, capace di scrivere la storia dell'automobilismo grazie a un talento fuori dal comune che in pista gli permetteva di fare cose che gli altri piloti potevano solo immaginare. A lui, infatti, si devono alcune delle pagine più importanti dell'intera Formula 1; ecco alcune delle gesta che hanno permesso al brasiliano di entrare nella storia del motorsport.

Il miracolo di Monaco

La stella di Ayrton Senna comincia a brillare a Monaco, in quella che poi diventerà la sua pista preferita, ma ironia della sorte è una non vittoria a farlo salire alla ribalta: nel GP del Principato del 1984 sono ancora in pochi a conoscere quel giovane pilota che guida una Toleman. Per Senna è il primo anno di Formula 1, ma il talento di certo non gli manca, soprattutto sul bagnato. Il tredicesimo posto ottenuto in qualifica è utile per rendere ancora più eroica l'impresa visto che, partito dalla retrovie con una vettura non certo alla pari con i primi del gruppo, riesce in pochi giri a regalare spettacolo sotto il diluvio e mettendo in mostra capacità notevole sull'asfalto viscido. Le condizioni son problematiche per tutti, ma Senna continua a spingere arrivando alle spalle del di Alain Prost che, nel frattempo alza la mano per chiedere la sospensione sperando che i commissari gli diano ascolto soprattutto perché la sua McLaren accusa problemi ai freni. Senna, però, non se ne cura e lo passa prima del traguardo; i commissari, però, decidono di interrompere la gara aggiornando la classifica al giro precedente e rendendo vano il capolavoro del brasiliano che si sentirà derubato della sua prima vittoria in Formula 1 per tutto il resto della carriera.

Ayrton Senna – Getty Images
in foto: Ayrton Senna – Getty Images

Il primo titolo mondiale a Suzuka

Le cose semplici non sono mai piaciute al brasiliano che, per riuscire a conquistare il primo titolo in carriera, sceglie il Giappone e una gara da vera e propria leggenda. Suzuka, infatti, è la gara che lo incorona per la prima volta campione del mondo, ma che, dopo la partenza, rischia di essere teatro di una delle disfatte più incredibili che la Formula 1 ricordi. Senna, infatti, nonostante la partenza dalla pole position che fa presagire una domenica di relax per il campione, accusa problemi con il motore della sua McLaren che singhiozza pericolosamente. Dopo il primo rettilineo il brasiliano è in 15esima posizione mentre Prost, il suo rivale, è davanti. Da questo momento, però, la gara cambia con Senna a rimontare, in appena 4 giri, ben 11 posizioni mettendosi a caccia del francese; la sua tenacia viene premiata al giro numero 28 quando lo affianca e riesce ad andarsene. Una manovra da far vedere e rivedere alle generazioni future che gli vale il primo titolo iridato di una carriera da favola.

La vittoria in Brasile nonostante il cambio rotto

Più di tutte le altre vittorie, per, a rimanere nel cuore degli appassionati di Formula 1 è quella ottenuta da Senna nella sua gara, quella di Interlagos del 1991. Il pilota della McLaren, infatti, non aveva mai avuto grande fortuna nel GP di casa e anche in quell'occasione la maledizione sembrava dover proseguire a causa di un problema al cambio a metà gara che costrinse Senna a guidare senza poter contare sulla terza, la quarta e la quinta marcia. Un guasto non da poco che peggiorò poi arrivando ad escludere anche la sesta e la settima. Un danno da ritiro per chiunque, ma non per lui che grazie alla propria voglia di vincere riuscì a portare la McLaren fino al traguardo in prima posizione, resistendo al ritorno di Patrese e sfogando tutta la propria gioia nel team radio forse più famoso che la Formula 1 ricordi. Uno sforzo fisico impressionante quello messo in atto dal brasiliano che venne soccorso dai medici arrivando sul podio praticamente paralizzato dai crampi in tutta la parte superiore del corpo ma che non gli impedì di alzare al cielo il trofeo del vincitore davanti al proprio pubblico che lo acclamava.

Ayrton Senna in Brasile nel 1991 – Getty images
in foto: Ayrton Senna in Brasile nel 1991 – Getty images

Il gesto eroico che salvò la vita a Comas in Belgio

Tra i gesti più importanti compiuti da Senna non ci sono solo vittorie, ma anche un'azione da eroe che salvò probabilmente la vita al pilota francese della Ligier Erik Comas. Considerato un pilota di prospettive interessanti, Comas, nel corso della sessione di prove libere del Belgio, era andato a sbattere alla curva "Blanchimont", perdendo i sensi con la sua vettura di traverso in mezzo alla pista e il piede pericolosamente fermo sull'acceleratore, mantenendo così il motore al massimo dei giri, con il rischio che questo potesse surriscaldarsi ed esplodere. Il primo pilota a raggiungere il luogo dell’incidente fu proprio Ayrton Senna che non ci pensò un attimo parcheggiando la sua McLaren a bordo pista e precipitandosi verso il collega, incurante del rischio corso. Il brasiliano, però, riuscì a schivare una vettura che procedeva, seppur a breve velocità verso di lui, arrivando da Comas e spegnendo il motore prima ancora dei marshall a bordo pista. Una manovra, quella di Senna, che testimonia oltre al grande talento anche le grandissime doti umane.

Il capolavoro di Donington che lo incoronò "Rainmaster"

L'ultima in ordine di tempo è forse la gara che, più delle altre, permise a Senna di entrare definitivamente nella leggenda guadagnandosi il soprannome di "The Rainmaster", ossia il mago della pioggia. La Formula 1 è di scena a Donington, storico tracciato inglese che nel weekend di gara del 1993, è letteralmente invaso dall'acqua, riversatasi copiosa dalle nuvole nere che si erano presentate sopra il tracciato. In condizioni critiche per tutti, però, è proprio Senna a fare la differenza; partito quarto il brasiliano si lascia passare in maniera troppo semplice da Wendlinger alla prima curva. Forse è proprio questa manovra a far scattare la molla nella testa di Senna che, in pochissime curve, passa dal quinto al primo posto issandosi in testa. Un vero e proprio capolavoro in una gara pazza, dominata dall'acqua e dai cambi gomme con Prost che entra ai box sette volte mentre il brasiliano solo quattro andandosi a prendere la vitoria con quasi un minuto e mezzo su Hill, secondo, e doppiando addirittura il francese, terzo al traguardo.