Nasser Al–Attiyah – Getty images
in foto: Nasser Al–Attiyah – Getty images

L'incantesimo è spezzato, Toyota può finalmente esultare grazie alla vittoria conquistata da Nasser Al-Attiyah che coglie il terzo successo personale nella Dakar, la corsa nel deserto più famosa del mondo, ma soprattutto consente alla casa giapponese di salire sul gradino più alto del podio per la prima volta nella sua storia.

Terzo sigillo per il qatariota

Dopo il secondo posto della passata edizione, il qatariota cercava riscatto: lo si è capito subito, fin dalle prime tappe, quando ha attaccato senza lasciare scampo agli avversari. Salito in testa alla terza delle dieci tappe previste, Al-Attiyah non ha più mollato la presa nonostante i tentativi di piloti del calibro di Stephane Peterhansel, 13 volte vincitore del rally, Sebastien Loeb, 9 volte campione del mondo rally, Nani Roma e il vincitore della passata edizione, lo spagnolo Carlos Sainz. Tutti, però, si dovuti inchinare di fronte allo strapotere del pilota Toyota che nell'ultima tappa si è limitato a gestire chiudendo al 12° posto ma festeggiando così il tris dopo i successi del 2011 e del 2015.

Prima volta per la Toyota

Alle sue spalle hanno concluso Nani Roma, 2° con la Mini, e Sebastian Loeb che ha completato il podio portando la Peugeot almeno in top 3. La grande vincitrice della manifestazione, però, è la Toyota capace di creare una vettura praticamente indistruttibile, a proprio agio sulla sabbia del deserto e più competitiva rispetto alle passate edizioni. Il resto lo ha fatto Al-Attiyah non sbagliando praticamente nulla e chiudendo con un margine di 46 minuti sul più vicino degli inseguitori; un successo meritato per quello che alla vigilia, data la conformazione del tracciato costituito per il 70% di sabbia, era dato come il grande favorito. Riuscire nell'impresa, nonostante i pronostici dalla propria parte, è sempre complicato ma la Toyota e Al-Attiayh hanno dimostrato di aver creato una squadra vincente.