Jean Alesi festeggia la vittoria in Canada – LaPresse
in foto: Jean Alesi festeggia la vittoria in Canada – LaPresse

Il settimo appuntamento della stagione 2018 di Formula 1 si corre in Canada: un tracciato, quello intitolato a Gilles Villeneuve, che è entrato di diritto nella storia del Circus grazie allo scenario particolare – si corre sull'isola di Notre Dame -, ai lunghi rettilinei che caratterizzano la pista e alle brusche frenate che costringono i piloti a un impegno fisico elevatissimo. Una corsa capace di scrivere la storia della Formula 1 attraverso alcuni episodi chiave; ecco i più importanti.

La prima vittoria di Villeneuve

La prima volta di Montréal in Formula 1 è firmata 1978; in pista, con la Ferrari, c'è l‘idolo di casa Gilles Villeneuve, nato a poco più di mezz’ora dal circuito in un piccolo paesino del Quebec. Si corre in autunno e la temperatura non è delle migliori per un Gran Premio: il termometro fa segnare appena 5 gradi sopra lo zero, ma il pubblico è tutto per il canadese per il quale la pista sembra essere disegnata appositamente.  Ad andare al comando della gara, però, è Jean Pierre Jarier con la Lotus che prende un comodo margine di oltre 20 secondi anche grazie al tappo fatto da Alan Jones che blocca la Wolf di Scheckter e la Ferrari di Villeneuve. La cavalcata di Jarier non dura molto a causa di un problema alla pressione dell'olio che fa crollare i suoi tempi e il canadese della Rossa, che nel frattempo aveva superato Scheckter, vola verso la sua prima vittoria in Formula 1, proprio sulla pista di casa, unico canadese nella storia a riuscirci.

Gilles Villeneuve, l’Aviatore
in foto: Gilles Villeneuve, l’Aviatore

L'unica di Jean Alesi

Il GP del Canada è considerato da molti la pista delle prime volte: oltre a Villeneuve, infatti, c'è un altro pilota, sempre della Ferrari, che è stato capace di cogliere la sua prima – e unica – vittoria in Formula 1 sul tracciato di Montréal. Jean Alesi è visto dalla maggior parte dei tifosi come il successore ideale dell'Aviatore: guida al limite una monoposto inferiore alle altre e compie manovre ai limiti dell'assurdo, proprio come il canadese. E come lo sfortunato pilota di Saint-Jean-sur-Richelieu riesce a conquistare la prima vittoria sul tracciato intitolato a Villeneuve; l'11 giugno è il giorno del compleanno di Alesi, lo stesso in cui si corre il GP del Canada. Il problema al cambio di Schumacher, leader al momento del guasto, sembra quasi un segno del destino e così Alesi, che mai prima di allora aveva vinto una gara in Formula 1, riesce a salire sul gradino più alto del podio, nel giorno del suo compleanno, sulla pista intitolata a Gilles Villeneuve; sembra un sogno per il francese e invece è realtà, un bellissimo trionfo che resterà l'unico in una carriera che sarebbe potuta essere più gloriosa.

La nascita del "Muro dei campioni"

Ogni pista del mondiale ha una sezione che la identifica e tra queste una delle più famose è senza dubbio il "Muro dei Campioni", la protezione che si trova in uscita dall'ultima curva che immette sul traguardo e sulla quale i più grandi piloti hanno lasciato il proprio autografo. L'edizione 1999, però, è stata quella che ha consacrato il "Muro dei campioni" come tale; in gara, infatti, vanno a sbattere lì prima Ricardo Zonta – ma la definizione non dipende certo da lui -, ma soprattutto Damon Hill, Michael Schumacher e Jacques Villeneuve. Tre piloti di altissimo rango che però incappano nella temibile curva 13, la più pericolosa dell'intero tracciato ribattezzata da quel giorno "Muro dei campioni".

Michael Schumacher dopo aver sbattuto sul Muro dei Campioni – Getty images
in foto: Michael Schumacher dopo aver sbattuto sul Muro dei Campioni – Getty images

Il terribile incidente di Kubica

Il Gran Premio del Canada, però, non ha riservato sempre imprese leggendarie, ma anche grossi incidenti come quello che vide coinvolto Robert Kubica nel 2007. Il pilota polacco, al volante della BMW, esce di pista mettendo le ruote sull'erba dopo un contatto con Trulli; è un attimo, la sua vettura sbatte prima contro il muro di cemento a circa 280 km/h e poi rimbalza da un lato all'altro della pista. Quando la carambola finisce quello che rimane dell'auto è solo l'abitacolo; una scena tremenda che fa temere per la vita del pilota, ma il polacco è sano e salvo nonostante l'angolo di impatto e la velocità con la quale ha colpito le barriere. Un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori.

Il tamponamento Hamilton-Raikkonen ai box

Se l'anno prima Lewis Hamilton era stato il grande protagonista cogliendo la sua prima vittoria in Formula 1, il 2008 è l'anno in cui l'inglese riesce a cancellare tutto con un errore da principiante. E' il 19° giro quando diverse vetture tornano ai box per effettuare la sosta necessaria; quando i piloti ripartono, però, il semaforo è rosso e quindi le vetture sono costrette a fermarsi. Raikkonen e Kubica obbediscono al segnale, non fa lo stesso però l'inglese della McLaren che, colto alla sprovvista, tampona il ferrarista mettendo fine alla gara di entrambi. Un errore di distrazione quello del giovane britannico che costa caro, una macchia, seppur minima, su una carriera da leggenda.