L'appello dichiarato dal team principal Mattia Binotto contro la penalità inflitta a Sebastian Vettel nel GP del Canada rischia di rimanere solo una minaccia e poco più: la scuderia di Maranello, infatti, sembra aver cambiato idea e sbollita la rabbia post gara pare aver deciso di far cadere la propria intenzione di fare ricorso contro la decisione dei giudici – che infliggendo al tedesco 5 secondi di penalità sul tempo totale gli avevano di fatto tolto la vittoria – anche a causa delle scarse possibilità di successo.

Sebastian Vettel – Getty images
in foto: Sebastian Vettel – Getty images

La Rossa rinuncia all'appello?

Stando a quanto riportato sia dall'inglese Daily Mail che dalla testata tedesca Motorsport-Magazin, infatti, la scuderia italiana sembra aver rinunciato all'appello invocato da Binotto nell'immediato post gara. Una decisione influenzata dalle scarse possibilità di successo; il regolamento sportivo della F.1 sancisce, infatti, con l'articolo 17 paragrafo 1 comma 2a, che non si possa presentare appello contro le penalità in termini di tempo stabiliti dal collegio dei commissari. Oltre a questo, inoltre, potrebbe esserci la voglia di non aprire una guerra interna con la Federazione in un momento reso ancora più delicato dalle discussioni sul futuro della Formula 1 con le scuderie riunite per definire le linee guida a partire dal 2021 quando scadrà il Patto della Concordia e il mondo del motorsport potrebbe essere sottoposto all'ennesima rivoluzione.

L'unico modo per far valere le proprie ragioni, vedendosi così accogliere il ricorso contro la decisione dei commissari, era quello di presentare nuove prove a favore della tesi Ferrari, ossia che la manovra con la quale Vettel ha chiuso contro il muro Hamilton non era intenzionale ma dettata dalla scarsa aderenza degli pneumatici ancora sporchi d'erba e dal fatto che il tedesco non si era neanche accorto di avere così vicino la vettura dell'inglese. Il termine ultimo per presentare il ricorso scade proprio oggi visto che il team di Maranello aveva 96 ore dalla fine del GP per rendere ufficiale quella che, almeno nei toni, sembrava una decisione già presa: una retromarcia, quella del Cavallino, che lascia l'amaro in bocca ai tifosi e rende ufficiale la quinta vittoria in sette gare di Hamilton, sempre più lanciato verso la conquista dell'ennesimo mondiale.