Le Lamborghini Espada e Islero
in foto: Le Lamborghini Espada e Islero

La storia Lamborghini è costellata di auto da sogno, veri e propri gioielli di tecnologia che hanno alimentato – e alimentano ancora – i sogni di molti automobilisti. Il modello più famoso della casa di Sant'Agata Bolognese è senza dubbio la Miura, ma ci sono altri due modelli che fecero, in un modo o nell'altro, suscitarono la curiosità degli appassionati negli anni '60, ossia Espada e Islero. Due vetture, entrambe presentate nel 1968, che quest'anno compiono mezzo secolo di vita portando con loro il fascino di un'epoca lontana.

Espada, uno dei modelli più venduti nella storia Lamborghini

Nella seconda metà degli anni '60 la Lamborghini stava attraversando un periodo importante condito dall'uscita dei primi modelli come la 350 GT e la Miura. Nel 1968, però, fortemente voluta dallo stesso Ferruccio Lamborghini che aveva richiesto al fedele Marcello Gandini di Bertone una vera e propria quattro posti, ecco debuttare al Salone di Ginevra la Espada. Una sorpresa che, però, i più attenti conoscitori del tempo avevano già intravisto dato che nel 1967, in occasione del Gran Premio di Monaco, il principe Ranieri III di Monaco sfilò per il giro d'onore prima della partenza insieme alla moglie, la principessa Grace Kelly, a bordo della Marzal, il prototipo da cui nacque. Il mercato accolse subito con favore la novità firmata Lamborghini grazie all'ampio abitacolo con quattro sedili singoli, al comodo bagagliaio e al motore V12 da 4 litri e 325 CV che, nella versione originale, poteva far scattare l'auto una velocità massima di 250 km/h. Un successo annunciato quello della Espada, capace di vendere, nei suoi 10 anni di produzione, 1310 esemplari, record rimasto imbattuto fino all'avvento della Countach.

Lamborghini Espada
in foto: Lamborghini Espada

Islero, l'auto per intenditori

Il Salone di Ginevra, però, non fu solo la vetrina ideale per la Lamborghini Espada, ma anche per la sua sorella Islero. L'auto, che deve il nome al toro dell'allevamento di don Eduardo Miura che sferrò la cornata fatale al famoso torero Manolete, è l'erede designata della 400 GT, ma non ebbe la stessa fortuna dell'altro modello: nei suoi due anni di produzione, infatti, ne furono assemblate appena 225 esemplari facendo diventare l'auto una vettura per pochi intenditori. Eppure le caratteristiche della vettura, una 2+2 a tre volumi dalle linee tese e pulite che poteva vantare un motore V12 della bellezza di 320 Cv, non avevano nulla da invidiare alle altre del tempo. Nonostante questo, però, la Islero è riuscita comunque ad imprimere il proprio marchio rimanendo l'unica auto con le sue caratteristiche estetiche in tutta la storia del marchio italiano. Una rarità, quella della Islero, rivalutata nel corso degli anni visto che, ad oggi, è uno degli esemplari più ambiti dai collezionisti.