rottamazione auto

La notizia era già stata comunicata più volte, ma l'idea che vi fosse una possibilità di dialogo in più per prolungarne i benefici, aveva sempre rimandato a tempo da destinarsi la parola "fine". Tuttavia appare ormai cosa certa: nel 2010 gli incentivi saranno minori, mentre nel 2011 dovranno assolutamente essere esclusi dalle politiche statali.

Il ministro Scajola non ha lasciato dubbi. Rifacendosi del resto a quanto si ripeteva da un po' di tempo, Scajola ha fatto osservare che l'uso dei finanziamenti non dà un quadro reale dello stato di salute dell'economia dell'auto. Basti ricordare, ad esempio, a quanto riportato da Barclays sulla sovrapproduzione Fiat causata dagli ecoincentivi.

Meno finanziamenti, dunque, in attesa di chiudere i rubinetti delle risorse statali nel 2011. Eppure i costruttori chiedono di estendere i prossimi ecoincentivi anche alle Euro 2, superando l'attuale legislazione che vincola la rottamazione con bonus all'immatricolazione precedente il 31 dicembre del 1999. Una modifica, questa, che secondo i costruttori renderebbe rottamabili il 40% delle auto circolanti.

Accanto a questa richiesta, il presidente dell'Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli), Loris Casadei, ha proposto anche l'uso di adeguate misure per semplificare gli iter burocratici. In particolare, l'uso del bollo in quanto tassa di possesso potrebbe essere soppiantato da una più moderna tassa di circolazione, ponderata all'uso effettivo dell'auto. Similmente a quanto si sta sperimentando, probabilmente, in Olanda.

Il 2009, questo è certo, si sta chiudendo. Si attendono suggerimenti per il futuro che è già presente.

Danilo M.