II tetto delle emissioni decrescerà gradualmente, fino a una soglia del 40%, un target di riduzione più alto di 10 punti percentuali rispetto al 30% proposto dalla Commissione Ue. Sul taglio delle emissioni si è espresso il Parlamento Europeo che, a Strasburgo, ha approvato l’obbligo, per i costruttori, di riduzione delle emissioni di Co2 del 20% entro il 2025 e del 40% a partire dal 2030. Una misura che adesso dovrà passare per il negoziato tra il Parlamento e il Consiglio, con la mediazione della Commissione, e sulla quale, il prossimo 9 ottobre, si arriverà un responso.

Ue alza il target riduzione Co2

Oltre agli obiettivi di riduzione di Co2, la proposta prevede sanzioni per i costruttori che sforeranno il tetto stabilito, sotto forma di ammende che l’Ue destinerà ai lavoratori colpiti dai cambiamenti del settore auto. Un’altra percentuale stabilita a Strasburgo è quella delle quote di vendita di auto a emissioni zero o a basse emissioni di Co2 – meno di 50 grammi per chilometro – con soglia intermedia del 20% entro il 2025 e del 35% entro il 2030. Il Parlamento ha anche invitato la Commissione a rivedere, dopo il dieselgate, i test sulle emissioni auto, con l’idea di introdurre, a partire dal 2030, nuovi test di omologazione in condizioni di guida reali.

Il voto di Strasburgo, sostiene l’Acea, l’Associazione che rappresenta i maggiori costruttori di auto in Europa, rischia di avere conseguenze enormi sul mercato dell’auto e sui posti di lavoro nella catena di produzione, forzando l’industria a una trasformazione in tempi record. “Non vi è alcuna garanzia di avere il giusto quadro che faciliti questa transizione improvvisa alla e-mobility. E i consumatori non possono essere costretti a comprare auto elettriche, senza le infrastrutture o gli incentivi necessari” ha dichiarato il segretario generale di Acea, Erik Jonnaert. “Possiamo solo sperare che la prossima settimana i governi nazionali portino un po’ di realismo quando adotteranno la loro posizione comune sui futuri obiettivi di Co2”.