L'Europa ha dichiarato guerra ai veicoli più inquinanti tanto che, dal 2020, grandi città come Londra e Parigi non permetteranno più ai veicoli diesel di entrare all'interno del centro. Una stretta, quella voluta dai vertici dell'UE, che riguarda tutto il Vecchio Continente soprattutto per quanto concerne le emissioni di CO2, responsabili del peggioramento della qualità dell'aria; a farne le spese sono soprattutto i cittadini che, abitando nelle grandi aree metropolitane, sono costretti a convivere con lo smog.

In 5 anni +15,6% per le auto meno inquinanti.

Stando a un'elaborazione dell'Osservatorio Autopromotec su dati Aci, però, si evidenzia come la situazione in Italia non sia drammatica: nonostante la crisi degli scorsi anni con il relativo rallentamento nel rinnovo del parco auto, oggi il 58,5%, cioè più della metà delle auto in circolazione sulle strade italiane, è di categoria Euro 4, Euro 5 ed Euro 6, ossia veicoli immatricolati dopo il 2006 e dotati quindi dei dispositivi più moderni per la riduzione delle emissioni. Nel 2011 la quota di tali vetture era pari al 42,1% del totale; negli ultimi cinque anni, infatti, l’incidenza delle auto di categoria Euro 4 o superiore sul totale del parco circolante è cresciuta del 15,6% portando a una diminuzione delle vetture più vecchie  – ossia quelle con più di 11 anni di anzianità – e quindi più inquinanti. La riduzione più consistente si è verificate tra le Euro 2 e le Euro 3 mentre per i veicoli Euro 0 ed Euro 1 la diminuzione è stata meno marcata.

Ci sono ancora ampi margini di miglioramento, ma la situazione italiana non sembra essere disperata: passi in avanti dovranno ancora essere fatti per allinearsi agli standard voluti dalla Comunità Europea e proprio per questo è fondamentale incrementare ulteriormente la percentuale di veicoli nuovi, magari attraverso incentivi da parte dello Stato. L'inquinamento generato dalle auto, infatti, dipende dalle caratteristiche costruttive, ma anche dallo stato di manutenzione; per ridurre il più possibile le emissioni, oltre che per garantire livelli di sicurezza adeguati, diventa indispensabile mantenere in buone condizioni di efficienza tutto il parco circolante, in particolare le auto più vecchie, con opportuni interventi di manutenzione. Impossibile abbassare la guardia, ma l'Italia sembra non partire svantaggiata nella ricorsa al sogno del raggiungimento della quota zero di emissioni nocive.