Il Ferrari World incombe sul circuito di Abu Dhabi. Ma mai come su questa pista, l'unica su cui la Mercedes ha sempre monopolizzato la prima fila nell'era ibrida, le Frecce d'Argento marcano la superiorità sul Cavallino. Bottas,che qui era andato a punti solo una volta in quattro anni, rimane primo dall'inizio alla fine, conquista la terza vittoria in carriera e in stagione. Hamilton, che a Sky si è dato 9 come voto per la stagione per aver vinto meno della metà delle gre in calendario, spinge ma non supera il compagno di squadra. Restano così tre le stagioni consecutive con almeno dieci vittorie per il britannico. La doppietta costringe indietro Vettel, che in Asia ha vinto 25 delle sue 47 gare all'attivo. Il quarto posto di Raikkonen, staccato di oltre 40 secondi da Bottas e di 20 da Vettel, rende comunque la Ferrari la scuderia che ha raccolto più punti in un anno senza aver conquistato il titolo, battuto il primato, indesiderato, della McLaren nel 2011 (497 punti).

Hulkenberg e Alonso, cuore e denari.

Il sesto posto di Nico Hulkenberg vale un bel tesoretto da 32 milioni. E' il prize money per il sesto posto nel mondiale costruttori, che la Renault ha messo in pericolo per un senso di minorità imputabile solo a stessa, per aver avvitato male la posteriore sinistra di Sainz al pit stop. Perez, settimo, chiude davanti al compagno di squadra, Ocon, rivelazione della stagione. A punti anche Alonso, protagonista di un duello appassionante quanto nostalgico con Felipe Massa, al passo d'addio ma pur sempre competitivo su una Williams indecifrabile che ha richiamato tre volte ai box Lance Stroll.

Posizioni cristallizzate in partenza.

C'è poco spazio fra la linea di partenza e la prima frenata. Le posizioni restano cristallizzate per tutto il primo giro, con Raikkonen dietro incastrato fra Ricciardo e Verstappen, particolarmente veloce nei primi giri nel secondo settore, caratterizzato da due lunghi rettilinei. Storie tese in avvio fra Perez e Hulkenberg, che taglia una chicane, guadagna una posizione, ma verrà penalizzato di cinque secondi dopo le proteste via radio del messicano.

Il ritmo è praticamente identico fra i top driver, la Ferrari mantiene un ritmo anche superiore alle stime fino alla sosta. Le posizioni rimangono cristallizzate, l'unico duello degno si accende fra Grosjean e Stroll, che spiattella le gomme, anticipa di molto la sosta e monta le rosse. Alonso continua a chiedere a ogni giro il distacco da Massa, i due rimangono attaccati come in Brasile, mentre davanti Bottas e Hamilton staccano Vettel di oltre tre secondi dopo una decina di giri.

Ferrari bene con le Ultrasoft.

Bottas rimane in testa per 15 giri per la terza volta, dopo Russia e Austria quest'anno, le sue due uniche vittorie in carriera. Intanto gli ingegneri chiedono al campione del mondo di percorrere la curva 9 in seconda, perché c'è qualche vibrazione da tenere sotto controllo. Verstappen è il primo a fermarsi, sosta da 2.1 secondi, allora Raikkonen deve coprire il tentativo di undercut dell'olandese. Il pit stop del finlandese, che comporta anche un aggiustamento al set-up dell'ala anteriore, è rapidissimo. Raikkonen, che venerdì ha provato un nuovo diffusore in chiave 2018 con un disegno della parte esterna, quella più vicina alla ruota posteriore, ispirata proprio al modello Red Bull, rientra davanti.

Deve fermarsi anche Ricciardo che però subito dopo deve parcheggiare la Red Bull nei prati al 21mo giro per un problema idraulico: è il terzo ritiro nelle ultime quattro gare, il sesto in stagione, suo record negativo. La finestra decisamente ampia che Pirelli ha presentato come momento ottimale per la sosta permette una certa libertà nelle strategie, ma la gomma Supersoft si rivela, così come appariva nelle stime dopo le simulazioni del long run del venerdì, appare poco performante in gara.

Le Supersoft non rendono.

Il ritmo di Hamilton, con Ultrasoft usate da 24 giri, decisamente superiore a quello di Bottas con le Supersoft nuove, è la migliore dimostrazione della tesi. Vettel, con le gomme rosse, difende la terza posizione ma i suoi tempi peggiorano rispetto al primo stint con la viola e alle Frecce d'Argento. Lo spettacolo, ancora una volta, arriva nelle lotte d'orgoglio nelle retrovie. E' illuminante il duello fra Massa, all'ultima gara in carriera, e Alonso, che ha fondato un suo team di Formula 1 virtuale, la dimensione motoristica degli e-sports che entreranno nel programma olimpico.

La Ferrari fatica, a metà gara il distacco supera i dieci secondi, poi accelera di nuovo, forse per risparmiare benzina per una delle regole meno intuitive e più contrarie allo spirito di questo sport che sia mai stata introdotta. Hamilton allora va a mettere il muso negli scarichi di Bottas, in regime di DRS. E' il primo, vero, duello fra i due, dopo il favore restituito a Suzuka.

Sainz, che errore al box.

Incredibile l'errore in casa Renault, che rischia di costare una decina di milioni. La gara di Sainz infatti finisce al 32mo giro, subito dopo essere uscito dai box, perché gli è stata fissata male la gomma anteriore sinistra. Ha anche rischiato di finire a muro nel tunnel dell'uscita box, il figlio d'arte, sesto fino alla sosta con Hulkenberg settimo. La Renault, cui bastano quattro punti, comunque si salva grazie alla solida prestazione di Hulkenberg e agli errori costanti di Gasly.

Monologo finale.

Fan praticamente quel che vogliono, nel finale, Bottas e Hamilton. Rallentano per poi accelerare, si cercano, si cacciano, si staccano, si riprendono. Non c'è storia, non c'è nessuno che tenga quel ritmo, nessuna ombra rossa nell'orizzonte se non quello del parco a tema del Cavallino. Magra consolazione in una Formula 1 sempre più business, che già guarda a un futuro fatto di microfoni negli scarichi, gomme iper-soft e solo tre motori per tutta la stagione.