La Ferrari tinge di rosso la notte del deserto. Rosso come la passione, come una sera di concerto Ferrari, tutta in prima fila. Vettel davanti, con un giro da leone. "E' una grande macchina" festeggia il tedesco, che centra la pole numero 51 in carriera, la prima per un pilota non Mercedes a Sakhir dal 2013, la prima per un ferrarista qui dal 2007. Secondo Raikkonen, solo quarto, e sarà retrocesso nono in quinta fila con Sainz, Hamilton che prende un decimo anche dal compagno di squadra Bottas. Ma in Q2 ha piazzato il suo giro del leone con le gomme Soft, con cui partirà, unico dei top player in griglia non con le Supersoft. Sarà Ricciardo a completare dunque la seconda fila e il sorprendente Gasly, menzione d'onore, apre la terza con Magnussen. Hulkenberg e Ocon, che salva l'orgoglio di una Force India da valutare dopo Barcellona quando arriveranno i più significativi aggiornamenti aerodinamici, scattano dalla quarta fila. Delude Verstappen, a muro alla prima curva.

Ferrari, il giro del leone

La Ferrari, dopo aver dettato i tempi nelle libere, si conferma veloce nel primo settore e non solo anche in qualifica. Il primissimo confronto, al primo giro lanciato in Q1, vede le Rosse davanti di 3 con le Supersoft che dovrebbero garantire, secondo Pirelli, un vantaggio di 6 decimi rispetto alle soft, a sua volta più veloce di sette decimi rispetto alle medie.

Vettel, che nelle ultime libere ha sofferto lo strappo del deviatore di flusso e un problema elettrico che ha costretto i tecnici a montare la seconda delle due centraline della power unit consentite dal regolamento, batte il record della pista già in Q2. E' pulito e bilanciato nella guida, non mostra correzioni di linea all'ultima frenata prima di lanciarsi verso il rettilineo d'arrivo, dove conta la pulizia di inserimento per non perdere trazione in uscita.

Se si guarda alle migliori prestazioni per settore, Ferrari e Mercedes sono divise da un decimo nel secondo settore e praticamente viaggiano all'unisono nel primo e nel terzo, i due tratti più veloci, e questo comunque è un ulteriore indizio del progresso della power unit Ferrari e dei vantaggi collaterali del passo lungo sul dritto.

La Mercedes vola con le Soft

Hamilton, penalizzato di cinque  posizioni in griglia, scalda subito le gialle, le soft, nel primo stint di qualifica, eppure ha solo quattro decimi di distacco dalle rosse. Il campione del mondo è impressionante in Q2. Con le soft pronti via e mezzo secondo a Bottas con le Supersoft. Pur non conoscendo, ovviamente, le mappature, che potrebbero essere molto più aggressive rispetto al compagno di squadra e ai rivali, le "gialle" si confermano le gomme Mercedes. Probabile che la scuderia abbia deciso di impostare una strategia "a tutta potenza" per stampare subito la qualificazione, risparmiando il più possibile le gomme con cui Hamilton partirà con l'obiettivo di allungare il primo stint in gara.

Hamilton compie anche un tentativo lanciato alla fine della Q2 con la Supersoft che lascia addirittura ipotizzare un cambio di strategia del campione del mondo. Ma abortisce il giro e rientra ai box, con un'indicazione cruciale per i rivali. Non migliora, infatti, la prestazione rispetto alle Soft. Con le temperature basse, le Frecce d'Argento non ottengono i vantaggi attesi con le mescole più morbide.

Verstappen, subito fuori

Verstappen, già nervoso nel primo weekend dell'anno, rovina la Q1 con un errore non troppo dissimile da quello visto a Melbourne. In Q1, con la certezza nel suo caso di aver già passato il taglio, prova ad affrontare in pieno la sequenza tra la prima e la seconda curva, che esalta la gestione del freno motore, ma scoda, si gira e va a sbattere. L'olandese, che non ha un gran feeling su questa pista in Formula 1, partirà quindicesimo salvo penalizzazioni ulteriori: non chiudeva il sabato così indietro da Austin 2017.

Verstappen, che qui in Bahrain ha ricordato di aver vinto una gara del Mondiale kart, lascia Ricciardo come unica punta della Red Bull che, secondo quanto rivela un'analisi di Autosport, nelle libere ha mostrato il passo migliore nelle long run con le Supersoft. E dunque potrebbero diventare un pesante terzo incomodo per una Mercedes già con qualche problema di affidabilità.

Toro Rosso, tutta un'altra musica

Si migliorano invece le Toro Rosso, stavolta più convincenti e in linea con le prestazioni delle libere. Entra in top 10 Gasly, contento del piano di sviluppo aggressivo, di medio periodo, di Honda. "Vogliono dimostrare a tutti di essere capaci di costruire motori all'altezza” diceva alla vigilia. "Indubbiamente, Honda non potrà recuperare tutto solo in tre o quattro mesi, ma in termini di collaborazione a medio-lungo termine penso che abbiano un grande, grande piano da attuare e ad oggi stiano facendo le giuste mosse”.

Disastro Williams, delude Grosjean

Stroll e Sirotkin non ce la fanno proprio a risollevare le sorti di una Williams sempre più lontana anche dalle vetture di metà gruppo. I tecnici hanno provato a dare una svolta con la piccola rivoluzione del set di "lame" accompagnano il punto di ancoraggio dei bargeboard al fondo. Ma la FW41 non si schioda dal fondo della griglia.

Delude Grosjean, che rimane fuori anche se fa esattamente lo stesso tempo al millesimo di Fernando Alonso, indietro rispetto a Melbourne, ma dopo, quindi con pista leggermente più gommata. Delude anche Leclerc, su cui pesano le aspettative del team e non solo. Le grandi destinazioni che sembrano già descritte richiedono che vada da subito molto più forte del compagno di squadra, il "pagante" Ericsson, ma va largo all'ultima curva, un po' come Grosjean nel suo ultimo tentativo. Leclerc però va completamente in testacoda, si pianta e non cerca scuse. "Sono uno stupido" ammette via radio. "Ho tanto sovrasterzo" ha detto Leclerc a Sky, "non ho lavorato bene oggi, devo migliorare. Ieri il passo gara era più positivo del passo qualifica, dobbiamo portare a casa il miglior risultato possibile"