Un tonfo. Una svolta. Poi un fiume. Dalle parti di Austin, Texas, sono parole che hanno sentito tutti almeno una volta. Sono le fasi del poker alla texana. Ma diventano anche la sintesi della 41mo GP degli Stati Uniti di Formula 1 che spinge Hamilton al titolo mondiale 2019 nella gara numero 19 della stagione. Stacca una leggenda come Juan Manuel Fangio, che di titoli ne vinse cinque, gliene manca uno per eguagliare Michael Schumacher. Nel finale, con le gomme dure, non tiene il ritmo di Bottas che vince e completa un weekend da applausi, e nemmeno di Verstappen. Ma sono dettagli che non cambiano la sostanza.

Texas hold'em: a Austin, Hamilton gioca la mano giusta

Si parte con il tonfo di Vettel, che precipita dietro durante il primo giro e si ritira per un cedimento strutturale della sospensione posteriore sinistra. Poi la svolta del gran premio. E il fiume di champagne per il sesto titolo mondiale del dominatore dell'ultimo triennio. Gli bastavano quattro punti al Circuit of the Americas, dove ha ottenuto più vittorie di tutti. Lewis l'americano chiude un altro campionato da re. E' l'uomo solo al comando e guarda avanti.

Hamilton l'ambientalista

Hamilton, fuori dalla prima fila per la seconda volta in carriera negli Usa (partì quinto anche nel 2013), ha lanciato un messaggio motivazionale ai fan prima del gran premio. "Non importa quanti errori fate. Cercate di ricordare, anche se è difficile, quello che conta è come vi alzate dopo la caduta. Ieri ho avuto una lezione dolorosa ma necessaria. – ha scritto -. Tutti stanno lottando con qualcosa, sta a noi trovare il modo per aggirarlo. Non soffermatevi sul passato, cercate di dare forma a ciò che vi sta di fronte".

Hamilton ha raccontato della sua rinnovata coscienza ambientalista. Oltre alla dieta vegana, per cui è stato criticato da qualche collega come Grosjean ma è stato scelto insieme a Djokovic come volto di un documentario distribuito a ottobre su Netflix, ha promesso che entro fine anno "farà in modo di non permettere a nessuno di portare a casa mia plastica. Sto cercando di fare tanti cambiamenti nella mia vita. Sto cercando di volare di meno, ho cambiato la mia dieta, ho venduto molte macchine, ne comprata anche una elettrica – ha detto -. Sto lavorando perfino sugli interni di pelle della Mercedes per avere materiale artificiale. Tutta l'industria deve fare in modo che la F1 possa fare di più per l'ambiente".

Lo scambio con Valentino Rossi

Lewis, l'icona della Formula 1 ibrida, ha anche concordato l'appuntamento per lo scambio dell'anno. A Valencia, il 9 dicembre, proverà la Yamaha di Valentino Rossi, mentre il "Dottore" salirà sulla sua Mercedes. Sarà l'inizio di un diverso percorso per i due? Quasi certamente no, sarà solo la celebrazione di una passione per la velocità, per la sfida da vincere cercando ogni giorno un limite diverso per le curve dell'esistenza. Una passione che non conosce confini, che non si ferma con l'età, che non si sazia con i titoli mondiali.

La Ferrari guarda avanti

Guarda avanti anche la Ferrari, che qualcosa da festeggiare ce l'ha, oltre ai 50 anni di Mattia Binotto. Le qualifiche hanno dimostrato ancora che la Ferrari ha completato progressi notevoli di motore. Progressi che si traducono in prestazioni competitive in qualifica. Anche a Austin sul giro secco la Ferrari ha fatto la differenza nel primo settore, caratterizzato dal serpentone di curve medio-veloci ispirato alla successione della Maggots e della Becketts a Silverstone. Qui serve molto grip e un anteriore agile nei cambi di direzione. Nemmeno il rettilineo da oltre un chilometro cambia le cose. La Ferrari paga tre chilometri orari in termini di migliore prestazione al sabato, ma la potenza c'è, in piena continuità con quanto visto per tutta la stagione. Le nove pole position, sette di Leclerc e due di Vettel, non arrivano per caso.

Ferrari, serve migliorare il passo gara

Tuttavia, il passo gara non è sempre stato all'altezza. Rispetto alle ultime due stagioni, la Ferrari ha vinto meno (3 successi contro i sei del 2018 e i cinque del 2017), è andata meno volte a podio, ha ottenuto una media inferiore di punti per gara. Completare l'opera, illuminare anche l'altro lato della luna rossa sarà l'obiettivo di Binotto e del team. Insieme alla ridefinizione di un equilibrio interno tra il blasone appena appannato da qualche errore da anima latina di Vettel e la giovanile ambizione di Leclerc. Veloce, affamato di futuro, con l'orgoglio di una storia Ferrari alle spalle e la durezza di chi ha conosciuto grandi dolori e non ha intenzione di farsi condizionare da beghe, gerarchie, legacci di sorta.

Sarà un altro anno di transizione per tutti, prima del 2021 e dell'introduzione del nuovo regolamento tecnico. Arriveranno i cerchi da 18 pollici, tornerà l'effetto suolo per generare deportanza e permettere ai piloti di farsi vedere negli scarichi di chi sta avanti perdendo meno carico. Le vetture saranno diverse, con ali anteriori dinamiche e ali posteriori dalle linee più energiche. Sarà più ampio l'abitacolo, più contenuto il costo per i team: 175 milioni di dollari di budget, esclusi stipendi e spese di marketing. Si potranno correre fino a 25 gare in una stagione. Se sarà evoluzione o rivoluzione, si vedrà. Questo è il futuro. Il presente continua ad avere l'ambizione di Lewis Hamilton, sei volte campione del mondo.