La città di Miami
in foto: La città di Miami

La stagione 2018 di Formula 1 è ormai arrivata al giro di boa con il Gran Premio di Silverstone, decima gara dell'anno, a fare da ideale spartiacque: mancano ancora due gare  – Germania e Ungheria – alla sosta vera e propria, quella che permetterà a team e piloti di ricaricare le batterie in vista del rush finale, ma si comincia già a pensare alla prossima stagione.

Il GP di Miami è a rischio, gli abitanti contrari alla F1

Liberty Media, su richiesta dei team, ha già fatto sapere che l'esperimento del triple header – le tre gare consecutive- non si ripeterà e, anche per questo, il Gran Premio d'Australia dovrebbe essere anticipato di una settimana – con partenza della stagione il 17 marzo – e le altre gare iniziali che hanno già dato la conferma. A bloccare la situazione, però, è il GP di Miami, la seconda gara sul suolo americano che la nuova proprietà vorrebbe avere già a partire dalla prossima stagione. La Commissione della città di Miami ha già approvato lo svolgimento della corsa, ma il termine fissato per mettere nero su bianco l'accordo, come riportato da Forbes, è scaduto lo scorso 1° luglio; alla base della mancata firma ci sarebbero gli abitanti del quartiere dove dovrebbero passare le monoposto, preoccupati dal rumore e dai disagi che potrebbero creare le vetture.

Una situazione che Liberty Media dovrà cercare di risolvere il prima possibile per non far slittare ulteriormente la pubblicazione del calendario 2019; l'anno scorso, a questo punto della stagione, le date di svolgimento delle gare della stagione successiva erano note già da più di un mese con le squadre che avevano già iniziato a muoversi per programmare le trasferte dell'anno seguente. L'eventuale ingresso di Miami, non più così sicuro a questo punto, farebbe inoltre slittare la chiusura della stagione che potrebbe concludersi a dicembre diventando la più lunga nella storia della Formula 1.