“E' stata l'emozione più intensa della mia vita. In quattordici anni non sono mai andato sul podio, ma un trionfo in Cina vale un' eccezione. Vincere qui è come aggiudicarsi un mondiale”. Il sorriso di Montezemolo, con la giacca ancora fradicia di champagne, è raggiante. E' la Ferrari la prima scuderia a conquistare la nuova frontiera di Cina, è il Cavallino rampante a scrivere il primo nome sull'albo d'oro di un Gran Premio che apre un mercato enorme, ricco e vergine. A Shanghai, però, si è compiuta una piccola grande rivoluzione. Tutti aspettavano Schumacher, già sicuro del titolo mondiale, ma il trionfo è tutto dello scudiero Barrichello, all'ultima vittoria in Ferrari.

Febbre cinese – “Sarà la più importante gara automobilistica della storia”, dicono i dirigenti della Mercedes. “E' l'inizio di una nuova era”. La Formula 1, scrive alla vigilia Federico Rampini su Repubblica, “lo sport che esprime tutti gli eccessi della società consumistica, esordisce nel cuore del nuovo capitalismo globale: per la prima volta si tiene un Grand Prix a Shanghai, nella New York del "secolo asiatico", la seducente capitale del business e della moda nella Cina post-comunista”. Il circuito, disegnato da Tilke, è costato 330 milioni. Ha una struttura a forma di ala (lunga 140 metri) che sovrasta il rettilineo principale, e un tracciato che visto dall' alto riproduce il carattere cinese "Shang". Le squadre hanno anche a disposizione addirittura della case-palafitta dietro al paddock, che si riflettono sull'acqua. I biglietti costano carissimi: si arriva fino a 370 euro, dove il reddito medio mensile non supera i 500, ma vanno esauriti un mese prima del gran premio. Per chi non vuole o non può spenderli c'è sempre CCTV, la tv di Stato cinese, che trasmette la gara alla platea più grande del mondo: 1,3 miliardi di persone. In questa perfetta simbiosi tra comunismo e capitalismo è Sinopec, la più grossa compagnia petrolifera nazionale, il main sponsor del primo GP della storia in Cina. A Shanghai, come in tutta la Cina, dove solo dieci anni prima le biciclette superavano le auto, “l'acquisto dell'automobile è lo status symbol della nuova generazione” dice Yu Zhifei, manager dello Shanghai International Racing Circuit. E il sogno, finora rimasto irrealizzato, è di dar seguito all'esperienza del pioniere Ho-Pin Tung, il primocinese a provare una F1 (la Williams) sul circuito spagnolo di Jerez, il 20 dicembre del 2003.

Idolo Schumacher – Schumacher, che due anni dopo avrebbe vinto qui la sua ultima gara, arriva il mercoledì e si concede una partita a pallone con i meccanici. Il signore in rosso, che qui è il colore dell'impero, del prestigio e della porta d'accesso al circuito, conquista tutti, anche se per tutti a Shanghai diventa “Schumaco”. “Non mi fido delle simulazioni al computer, prima di salire in macchina farò un giro con lo scooter per studiare i punti delicati” spiega alla vigilia. Ma non basta. Anzi.

Ferrari prima e ultima – Il mondo Ferrari si capovolge, si ribalta. Alla fine del rettilineo sul giro lanciato, con la prima curva ormai in vista, Schumi va in testacoda. È la prima delle due sessioni di qualifica, il campione del mondo sbaglia il suo unico tentativo e deve sostituire il motore. Partirà dalla pit-lane, lontano come mai dalla prima fila: non era mai andato più indietro del sedicesimo posto a Spa, nel 1995, ma riuscì comunque a vincere una gara dalle mille emozioni e dai mille passaggi di tempo, tra l'asciutto e la pioggia. “Non sono arrabbiato, sono molto deluso – spiega -. Non so esattamente cosa sia accaduto. In quella curva a chiocciola, di solito c'è un deciso sottosterzo della macchina. In ogni caso, se non troviamo nulla sulla mia Ferrari, allora vuol dire che la colpa è di chi sta tra il serbatoio e lo sterzo. Cioè mia”. Il GP di Cina diventa la rivincita dei secondi. Barrichello, partito davanti a tutti anche a Monza due settimane prima, firma per la prima volta due pole consecutive in carriera e anticipa di 166 millesimi la McLaren-Mercedes di Kimi Raikkonen. “Sono cose che capitano, non si può sempre essere primi – commenta Montezemolo”. Ma sono contento per Rubens, che ha ottenuto una grande prestazione”. Lo scudiero diventa il numero uno, anche in vista della gara. “Barrichello correrà per vincere, Schumacher per il popolo cinese” promette Montezemolo.

Fallimento Schumi – Barrichello parte bene, difende la prima posizione dagli attacchi di Raikkonen, Alonso, Massa e Button. Per Schumacher, invece, inizia un calvario. Perde diversi decimi perfino per superare la safety car, che è guidata da un altro tedesco, Bernd Maylander. Dopo 10 giri è ancora sedicesimo e ci mette un po' troppa foga nell'attaccare la Jaguar di Klien. “Io ho frenato al limite, ho staccato molto tardi” dice, “lui probabilmente ha guardato presto negli specchietti e non mi ha potuto vedere”. L'austriaco si ritira con una sospensione rotta, Schumi prosegue ma al quindicesimo giro va in testacoda mentre cerca di superare Alonso alla curva 13. “ forse ho sbagliato e gli sono arrivato troppo vicino. Io volevo uscire dalla scia, prendere un' altra traiettoria, sapendo che altrimenti perdi trazione, aderenza, carico aerodinamico. Ad un certo punto le nostre linee si sono improvvisamente incrociate e in quel momento è capitato tutto quello che volevo evitare”. Il colpo di grazia è la foratura al giro 35. La ruota posteriore destra si affloscia e la strategia deve forzatamente tornare a tre soste. “Non aveva senso essere pesanti e lenti, meglio l'aggressività. Ma stavolta ogni sforzo è stato inutile”. Schumi chiude dodicesimo, con quello che fino a quel momento è il peggior piazzamento della carriera, peggiore anche dell'undicesimo di Budapest 1995. E la consolazione magrissima del giro più veloce.

Rubinho salvatore – Ma a salvare la Ferraro, e gli interessi di Montezemolo sul mercato asiatico, ci pensa Barrichello che si regala la nona vittoria in carriera e consegna al Cavallino il successo numero 181 della storia, il numero 14 su 16 GP disputati nella stagione del dominio incontrastato delle rosse. Barrichello invece, con le sue tre fermate ai box è infallibile. Ha resistito a Raikkonen nella prima parte, argina la minaccia Button (che rischia la strategia con una sosta in meno) nella seconda con sette giri (dal 35 al 42) a ritmo forsennato e resta in testa dopo il rifornimento. Per lui è solo felicità. “La mia F2004 è stata perfetta, specie a livello di assetto. La pista, infine, si è dimostrata davvero impegnativa, con una varietà di traiettorie possibili che hanno reso naturali i vari sorpassi. È stata una gara entusiasmante” ha detto Barrichello, che grazie a questa vittoria si prende il matematico secondo posto nel Mondiale. Sono gli uomini del team, racconta Montezemolo, a chiedergli di salire sul podio. “E' una cosa che non avevo mai fatto da quando sono a capo della Nazionale Rossa” spiega il presidente, che incassa anche i complimenti del ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco. “Il ministro mi ha detto che è stata una grande vittoria. Della Ferrari e dell'Italia. Basta sminuirci, bisogna sentirsi orgogliosi di essere italiani”.

GP CINA – STORIA E NUMERI

Edizione numero: 13

Prima edizione: 2004 (vittoria di Rubens Barrichello, Ferrari)

Gara più lunga: 2009 (1h57'43”485)

Gara più breve: 2004 (1h29'12″420)

Vittorie dalla pole: 7 su 12

Vittoria dalla più bassa posizione in griglia: 6° (Michael Schumacher, 2006)

Le vittorie Ferrari

2004 Barrichello

2006 Schumacher

2007 Raikkonen

2013 Alonso

ALBO D'ORO PILOTI

Vittorie

4 Hamilton

2 Alonso

1Barrichello, M.Schumacher, Raikkonen, Vettel, Button, Rosberg

Podi

7 Hamilton

5 Raikkonen, Alonso

4 Button, Rosberg

3 Vettel

2 Massa, Webber

1 Barrichello, R.Schumacher, Fisichella, M.Schumacher

Pole position

5 Hamilton

3 Vettel

2 Alonso

1 Barrichello, Rosberg

ALBO D'ORO COSTRUTTORI

Vittorie

4 Ferrari

3 McLaren, Mercedes

1 Renault, Red Bull

Podi

9 McLaren, Ferrari

7 Mercedes

4 Red Bull

3 Renault

1 BAR, Toyota, Brawn GP, Lotus

Pole position

4 Mercedes

3 Red Bull

2 Renault, McLaren

1 Ferrari

Curiosità

-Solo due volte un pilota ha ottenuto pole position, vittoria e giro più veloce a Shanghai. L'impresa è riuscita a Lewis Hamilton nel 2008 e nel 2015, ma in nessun caso si è trattato di un Grande Slam. Non ha infatti condotto per tutta la durata del GP: nel 2008 Heikki Kovalainen è rimasto in testa per 3 giri, l'anno scorso Rosberg ha guidato per due tornate.

-Hamilton è comunque il pilota che ha completato più giri in testa al GP di Cina, 194. Solo il britannico e Alonso, 119, è rimasto al comando per più di 100 giri a Shanghai.

-Nel 2004, Barrichello vinse con un 1”035 di vantaggio su Button: è il margine più basso mai registrato a Shanghai tra primo e secondo classificato.

-Qui nel 2012 Nico Rosberg ha conquistato la sua prima vittoria in Formula 1, riportando al successo per la prima volta il nuovo team Mercedes.