Sembrava essere quasi una formalità, ma alla fine la tanto discussa fusione tra Fca e Renault – che avrebbe dato vita al terzo gruppo automobilistico del mondo – non ci sarà visto che il gruppo italo-americano ha ritirato la proposta perché non ci sono le condizioni politiche affinché l'accordo vada in porto.

Decisiva la richiesta della Francia

A renderlo noto è stata la stessa Fca con un comunicato: la decisione è arrivata dopo la pubblicazione di un comunicato della Renault sull'esito di un consiglio di amministrazione durato oltre cinque ore. Il Cda, che già martedì si era riunito, non è stato infatti grado di prendere una decisione a causa della richiesta espressa dai rappresentanti dello Stato francese di rinviare il voto a un consiglio successivo. A mettersi di traverso, quindi, è stata la Francia, forte del 15% del capitale detenuto, che avrebbe visto la quota al 7,5%. Fca, vista l'impossibilità di giungere a un accordo in tempi brevi, ha quindi deciso di ritirare con effetto immediato la proposta di fusione. Il gruppo presieduto da John Elkann ha sottolineato come "continua ad essere fermamente convinto della stringente logica evolutiva di una proposta che ha ricevuto ampio apprezzamento sin dal momento in cui è stata formulata e la cui struttura e condizioni erano attentamente bilanciati al fine di assicurare sostanziali benefici a tutte le parti. È tuttavia divenuto chiaro che non vi sono attualmente in Francia le condizioni politiche perché una simile fusione proceda con successo" si legge nel comunicato nel quale si esprime anche "la propria sincera gratitudine a Groupe Renault, in particolare al suo Presidente,al suo Amministratore Delegato ed agli Alliance Partners, Nissan Motor Company e Mitsubishi Motors Corporation, per il loro costruttivo impegno in merito a tutti gli aspetti della proposta di FCA”.

Le condizioni per l'alleanza dettate dalla Francia

Nelle ultime ore la linea guida della Francia era stata piuttosto chiara dettando quattro condizioni precise come il rispetto dell'Alleanza Renault-Nissan, la salvaguardia dei posti di lavoro e dei siti industriali, una governance equilibrata con la relativa rappresentanza dello Stato nel Cda e la partecipazione del futuro gruppo al progetto europeo delle batterie per le auto elettriche. Il ministro dell'economia francese, Bruno Le Maire, "prende atto" del ritiro dell'offerta di Fca per Renault, assicurando che lo stato francese ha lavorato "costruttivamente" al progetto di fusione. "Lo Stato, fin dalla presentazione dell'offerta, ha accolto favorevolmente il progetto e ha lavorato in modo costruttivo con tutte le parti interessate". Un accordo, ha inoltre aggiunto, era stato raggiunto su tre dei quattro temi principali sul tavolo dei negoziati ma stando a quanto riportato dal Wall Street Journal sarebbe stata Nissan a mettere i bastoni tra le ruote ritirato il sostegno alla proposta di fusione alimentando tra i francesi dubbi sull'impegno nipponico a preservare l'Alleanza in caso di di via libera alla fusione tra la FCA e la Renault.