Il presidente e ad di Exor, John Elkan, e Piero Ferrari
in foto: Il presidente e ad di Exor, John Elkan, e Piero Ferrari

La Ferrari cambia pelle: via Maurizio Arrivabene, team principal dal 2014, al suo posto nella prossima stagione ci sarà Mattia Binotto. L'ingegnere italo-svizzero si è conquistato sul campo la fiducia degli uomini in rosso, in primis di Sergio Marchionne che prima della sua prematura scomparsa lo aveva promosso a direttore tecnico; dal 2019 sarà compito suo condurre il Cavallino a un mondiale che a Maranello comincia a mancare da troppo tempo: era il 2008, infatti, l'ultima volta nella quale, grazie a Kimi Raikkonen e Felipe Massa, la scuderia italiana riuscì a salire sul tetto del mondo aggiudicandosi il titolo costruttori.

Per Ferrari fondamentale garantire la continuità tecnica

Una vera e propria rivoluzione quella della Ferrari che da parecchia anni non aveva un tecnico alla propria guida: prima di Binotto, infatti, c'erano stati tutti "manager" come Todt, Domenicali e Arrivabene – solo per citarne alcuni -; una svolta che Piero Ferrari, oggi vice-presidente ed azionista, ha spiegato così:

Tutto è avvenuto prima di Natale. Non voglio entrare nei particolari, anche perché io posso parlare solo da azionista, dico solamente che c’è stato un confronto tra noi soci, con John Elkann, e alla fine abbiamo agito nell’esclusivo interesse della Ferrari; per noi era importante garantire la continuità tecnica del reparto corse del Cavallino – sono state le sue parole alla Gazzetta dello Sport -. Camilleri? Io dico che è necessario concedergli il tempo sufficiente per lavorare; è arrivato da poco in Ferrari e ha indubbiamente un suo stile, diverso da quello di Marchionne, a sua volta unico e inimitabile.

Una scelta, quella della Ferrari, per garantire continuità al reparto sportivo affidandosi quindi a uno degli artefici principali dello sviluppo portato avanti in questi anni e che ha permesso alla monoposto di Maranello di eguagliare, almeno in fatto di prestazioni, la Mercedes dominatrice assoluta dell'era ibrida. Manca l'ultimo passo, quello step decisivo per superare le Frecce d'argento e riportare così il mondiale in Italia; il 2019 potrebbe essere l'anno giusto per ritrovare una Ferrari vincente, sarà compito di Mattia Binotto portare la Rossa a compiere l'ultimo passo in avanti verso la gloria.