Sebastian Vettel – Getty images
in foto: Sebastian Vettel – Getty images

Con il titolo piloti ormai assegnato a Lewis Hamilton, alla Ferrari non rimane che il mondiale costruttori per salvare una stagione che, altrimenti, sarebbe da etichettare come una vera e propria delusione: la competitività della SF71H, capace di duellare ad armi pari con le Frecce d'argento, non è servita per riportare a Maranello un titolo che manca ormai dal 2007 e, se non dovesse arrivare neanche quello riservato ai team, il digiuno della Rossa si allungherebbe almeno di un altro anno.

Vettel per eguagliare Michael Schumacher

Sarà compito di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen cercare di finire davanti alle due vetture di Brackley per cercare di tenere viva la speranza almeno fino all'ultimo Gran Premio di Abu Dhabi che chiuderà definitivamente la stagione 2018. Ma se per il finlandese, che a Interlagos divenne campione del mondo nel 2007, la motivazione è solo verso il team, per il tedesco c'è un obiettivo da raggiungere: se dovesse tornare alla vittoria in Brasile, raggiungerebbe Michael Schumacher a quota 4 successi, dietro solo ad Alain Prost capace di trionfare sul tracciato verdeoro in ben 6 occasioni. Il pilota della Rossa è di gran lunga il pilota in attività con più successi conquistati – 3 da quando corre in Formula 1 – davanti a Lewis Hamilton con uno così come il suo compagno di squadra Raikkonen.

Ferrari, una vittoria per agguantare il record della McLaren

Una gara importante per la Ferrari che vuole tenere viva la lotta per il titolo riservato ai costruttori: con 55 punti da recuperare in appena due gare, la Rossa non può permettersi passi falsi. Una vittoria che, qualora dovesse arrivare, permetterà non solo al Cavallino di tenere aperto i giochi iridati, ma anche di diventare la scuderia più vincente nella storia del Gran Premio del Brasile, eguagliando così la McLaren che attualmente guida la classifica con 12 successi, solo uno in più della casa di Maranello. Servirà la miglior versione della SF71H, quella in grado di dominare in alcune gare chiave della stagione mettendo in ombra persino la Mercedes, la dominatrice assoluta dell'era ibrida in Formula 1