Il 24 giugno, nel mondo dell'automobile, rappresenta uno di quei giorni da cerchiare in rosso sul calendario; in questa data, ma del 1910, nasceva infatti l'Alfa Romeo, una delle case più prestigiose nella storia delle quattro ruote, capace di lasciare un segno indelebile sia per quanto riguarda le vetture stradale sia per quelle da gara mischiando i due elementi in maniera indissolubile tanto che si fa fatica a capire in quale dei due settori abbia avuto maggiore influenza.

Stemma Alfa Romeo

Le origini del mito

In realtà la sua origine è ancora più lontana e risale a quando, a Napoli nel 1906, venne fondata la la Società Italiana Automobili Darracq, che produceva su licenza alcuni modelli della casa madre francese, fu trasferita a Milano con la realizzazione di uno stabilimento in zona Portello. Le vendite, però, si rivelarono un fallimento e proprio a causa di questo evento la società fu posta in liquidazione venendo rilevata da un gruppo di imprenditori lombardi il 24 giugno 1910, quando l'azienda mutò il nome in ALFA – acronimo di Anonima Lombarda Fabbrica Automobili – e sfornò il primo modello, ossia l‘Alfa 24 HP. Fu quello l'inizio di una storia che, ancora oggi, suscita emozione e ammirazione in ogni automobilista.

Alfa Romeo Tipo B – Foto Bonhams
in foto: Alfa Romeo Tipo B – Foto Bonhams

I primi successi in F1 e le auto storiche

Gli anni venti e trenta furono costellate dai successi sportivi nelle prime gare, ma anche dalla crisi finanziaria che portò, nel 1933, il Governo italiano a rilevare quote dell'Alfa, nel frattempo diventata Alfa Romeo dopo l'ingresso di Nicola Romeo come direttore del centro di Portello, facendola diventare così statale e contribuendo al rilancio dell'azienda. Dopo la guerra, e più precisamente nel 1945, l'Alfa Romeo che nel frattempo si era dedicata alla produzione di motori aeronautici e autocarri, tornò a fare la cosa che le riusciva meglio, ossia le auto, dando inizio all'epoca d'oro del marchio: sul fronte auto fu la 1900 a far passare la casa del Biscione da piccola azienda che produceva vetture di lusso a un vero e proprio marchio industriale mentre per quanto riguarda le corse fu merito di Nino Farina e Juan Manuel Fangio, che vinsero i primi due mondiali di Formula 1 corsi e accesero i riflettori sulla casa di Arese.Da quel momento in poi l'Alfa Romeo entrò nel mito grazie anche a modelli che hanno fatto la storia dell'auto come la Giulietta, ribattezzata subito "la fidanzata d'Italia", così come Giulia, Duetto, Alfasud o Alfetta, solo per citarne alcune.

Il periodo buio e la rinascita

Una crescita esponenziale quella del Biscione che divenne in breve tempo una vera e propria icona del made in Italy non solo nei confini nazionali, ma anche all'estero. Fu quello il periodo di massimo splendore dell'Alfa Romeo che progressivamente cominciò ad incontrare qualche difficoltà sia sul mercato che nelle competizioni sportive: il periodo compreso tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta fu caratterizzato dalla presenza, nella gamma Alfa Romeo, di modelli obsoleti che non vennero sostituiti da vetture nuove all'altezza del prestigio del marchio mentre in Formula 1 la casa italiana andò progressivamente sparendo fino all'abbandono definitivo nel 1985, ultimo anno in cui prese parte al mondiale. La ripresa, però, era scritta e arrivò grazie alla 155, modello che incontrò subito i favori del mercato grazie a linee innovative e sportive che conquistarono il pubblico.; fu proprio in quel momento che la storia dell'Alfa Romeo tornò ad essere lucente con altri modelli diventati di culto come la 147, la 159 e la MiTo a riscrivere la storia fino ai giorni nostri. Ciliegina sulla torta, infine, il ritorno in Formula 1 prima come partner di Suber e da quest'anno, con la nuova denominazione Alfa Romeo Racing; oggi sono 109 anni e per la casa del Biscione, ritornata ai fasti di un tempo, è un traguardo storico.