Si annunciano tempi duri per Ford: la casa automobilistica americana, infatti, è alle prese con una crisi che potrebbe portare i vertici a decidere di ridurre le attività nel Vecchio Continente. Negli Stati Uniti, infatti, la casa dell'Ovale paga il momento complicato delle berline mentre in Cina le vendite hanno rallentato pesantemente e le iniziative volte a rendere le vetture rispondenti alle nuove normative in tema di emissioni stanno imponendo costi elevati.

Quello più in difficoltà, però, sembrerebbe essere proprio il mercato europeo: come riportato dal Sunday Times, infatti, le perdite record – quantificabili in 73 milioni di dollari –  tra aprile e giugno in Europa, a causa del calo delle vendite di diesel e della competitività del mercato, hanno messo in seria difficoltà i vertici Ford che si trovano anche a dover affrontare l'incertezza legata alla Brexit, in quanto si potrebbe arrivare a dazi su automobili e parti scambiate tra il Regno Unito e l'Europa continentale. Gli analisti di Morgan Stanley stimano che Ford potrebbe cancellare il 12% dei 202.000 posti di lavoro complessivi, principalmente nelle sue attività europee per un totale di circa 24mila posti di lavoro a rischio.

La produzione Mondeo non è a rischio

Nel ciclone rischiano di finire anche alcune vetture storiche della casa americana come Mondeo, Galaxy e S-Max anche se i vertici della società, in una dichiarazione inviata all’agenzia stampa statunitense, hanno chiarito come la produzione di questi modelli non subirà interruzioni. "Abbiamo aggiornamenti per la Mondeo entro la fine di quest'anno, che vedrà nuovi propulsori così come gli aggiornamenti degli esterni e degli interni, nonché miglioramenti alla gamma Mondeo Hybrid" si legge. La situazione, soprattutto in Europa, però, è difficile tanto che la casa americana ha calcolato che saranno necessari 11 miliardi di dollari (9,4 miliardi di euro) per i prossimi 3-5 anni, fattore questo che potrebbe portare a rivedere i piani industriali nel Vecchio Continente limitando la produzione.