La modella Winnie Harlow – Foto Instagram
in foto: La modella Winnie Harlow – Foto Instagram

Ha rischiato di combinarla grossa, ma alla fine tutto si è risolto con un sorriso. L'edizione 2018 del Gran Premio del Canada, infatti, passerà alla storia non solo come quella del 50° trionfo in carriera di Vettel o per il ritorno sul gradino più alto del podio della Ferrari dopo 14 anni, ma anche per la bandiera a scacchi sventolata in anticipo.

L'ironia dei piloti per l'esposizione in anticipo

Tra lo stupore generale, al penultimo giro, proprio mentre Vettel passava sul traguardo, è spuntata la bandiera a scacchi  – sventolata dalla modella canadase Winnie Harlow che ha fatto della vitiligine il suo tratto caratteristico diventando un simbolo per le persone che come lei soffrono di questa malattia – che sanciva la fine della gara. Un episodio decisamente insolito che poteva avere ripercussioni sull'esito finale soprattutto se Verstappen fosse riuscito ad effettuare il sorpasso su Bottas perché, in linea teorica, non sarebbe stato valido ai fini della classifica in quanto compiuto nel giro finale. L'esposizione della bandiera a scacchi, infatti, comporta la registrazione del risultato, indipendentemente dal fatto che questa sia stata sventolata per errore in anticipo. Tanti i piloti che, via radio, hanno segnalato il fatto; da Verstappen che ha puntato sull'ironia sottolineando come "la ragazza di Hamilton ha sventolato troppo presto" a Raikkonen, meno glaciale del solito nel porre l'accento sul fatto che tutti, steward compresi, stessero tirando fuori le bandiere, fino a Nico Hulkenberg che attraverso Twitter ha ringraziato la modella per aver fatto terminare una gara per lui avara di emozioni.

La difesa della modella sui social

L'esposizione in anticipo della bandiera a scacchi da parte della Willow non avrà conseguenze tranne il fatto di aver tolto a Daniel Ricciardo il giro veloce facendolo tornare nelle mani di Max Verstappen. La modella, attraverso i propri social network ha cercato di difendersi pubblicando una foto in compagnia del marshal che era con lei sulla torretta seguita dal commento "Quando ti dicono di sventolare la bandiera con un giro d’anticipo! Avevi solo un compito, sir. Ma sono contenta che nessuno si sia fatto male" è stata la sua difesa. Tutto si è risolto con qualche battuta e una risata, ma non è la prima volta che in Formula 1 accade un episodio del genere: già a Kyalami nel 1965 e più recentemente a Shanghai, nel 2014, era stata esposta la bandiera in anticipo.

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