Taglio di oltre 14mila posti di lavoro e chiusura di 5 stabilimenti in Nord America: questo l’annuncio del costruttore automobilistico General Motors a meno di un mese dal Natale, un piano di ristrutturazione che ha provocato la disperazione dei dipendenti e la dura reazione di Donald Trump. Una scelta dovuta alla necessità di trasformazione dell’azienda attraverso il riallineamento della capacità produttiva e la riduzione della forza lavoro. Secondo quanto stimato da GM, l’operazione permetterà di aumentare i profitti a lungo termine e il flusso di cassa di 6 miliardi di dollari entro la fine del 2020. I cinque stabilimenti interessati sono Detroit e Warren in Michigan, Oshawa in Ontario, Baltimora e Lordstown, in Ohio. Nel frattempo, le foto dei lavoratori in assemblea, le bandiere sindacali e le lacrime di donne e uomini che rischiano di perdere il posto di lavoro stanno facendo il giro del web.

La disperazione dei dipendenti GM / Getty Images
in foto: La disperazione dei dipendenti GM / Getty Images

Trump: “Taglio a tutti gli aiuti”

Trump si è detto deluso dalla decisione di General Motors: “Gli Stati Uniti hanno salvato GM e questo è il grazie! Stiamo valutando il taglio di tutti gli aiuti a GM, inclusi quelli per le auto elettriche” ha scritto su Twitter il presidente Usa che apre un nuovo braccio di ferro con il colosso americano, minacciando il taglio di tutti i fondi governativi, compresi quelli destinati allo sviluppo dei veicoli elettrici. “Hanno scommesso sulla Cina quando hanno costruito nel Paese i suoi impianti (così come in Messico). Non penso che sarà una scommessa che pagherà”. Dopo i tweet di Trump si è aggiunta anche la pesante critica del senatore Bernie Sanders che ha definito il piano di GM “scandaloso” dal momento che “GM non sta andando in rovina” e finora “ha avuto abbastanza soldi da spendere 100 milioni di dollari per stock di azioni per arricchire i suoi azionisti. Lo scorso anno – ha detto il senatore – GM ha dato al suo Ceo un pacchetto di risaricimenti di 22 milioni di dollari, 295 volte in più rispetto alla media dei suoi dipendenti”.  Immediate le ripercussioni in Borsa dove il titolo del costruttore americano perde il 2,26% a Wall Street.