Dopo Spa – Francorchamps la Formula 1 non si ferma e, da un circuito storico come quello belga si passa all’Autodromo di Monza dove si è fatta la storia delle quattro ruote. Nel GP d’Italia, tredicesimo appuntamento del Mondiale 2017, con molta probabilità protagoniste ancora una volta saranno la Ferrari, padrona di casa, e la Mercedes, vincitrice delle ultime tre edizioni del Gran Premio del Bel Paese. L’asfalto monzese sarà dunque l’ennesimo palco su cui i due attori principali di questo Campionato del Mondo, Sebastian Vettel e Lewis Hamilton, si sfideranno per avvantaggiarsi in una corsa al titolo iridato che quasi certamente si deciderà nelle ultime corse. Il tedesco e il britannico, che vantano entrambi tre successi a Monza, vorranno dunque ottenere il quarto trionfo in carriera nella gara italiana, tanti quanti ne ha conquistati il brasiliano Nelson Piquet.

Ma, qualunque sia il risultato di domenica, nessuno di loro due potrà ancora raggiungere il primatista di vittorie nel GP d’Italia, Michael Schumacher, che sul tracciato monzese si è imposto in ben 5 occasioni, sempre a bordo della Ferrari, a testimonianza del grande feeling tra il pilota più vincente della storia della Formula 1, l’Italia e Monza. Un feeling che ha una data di nascita ben precisa rimasta scolpita nella memoria di tutti i tifosi del campionissimo tedesco e della leggendaria scuderia del Cavallino: 8 settembre 1996.

1996: è l’anno della Williams e di Damon Hill

Torniamo dunque alla stagione 1996: dopo 13 Gran Premi entrambi i titoli iridati sono già praticamente ipotecati con la Williams, già con il primato nella graduatoria costruttori in tasca, a fare la parte del cannibale. Damon Hill e Jacques Villeneuve sono infatti quasi matematicamente certi di aver conquistato le prime due piazze della classifica generale, con il britannico avviatissimo alla conquista del suo primo (che rimarrà poi unico) titolo mondiale. Il Gran Premio d’Italia è il quattordicesimo appuntamento dell’anno, il terzultimo della stagione e alla vigilia, dato quanto premesso, vede i due piloti della scuderia britannica come assoluti favoriti.

Schumi e Irvine per fermare il lunghissimo digiuno Ferrari

In quel momento la Ferrari è in piena crisi: non si impone come costruttore da 13 anni (ultima volta nel 1983) e un suo pilota non diventa campione del mondo addirittura da 17 anni, cioè da quando ci Jody Scheckter aiutato dal compagno di scuderia Gilles Villeneuve portò per l’ultima volta l’iride in quel di Maranello. Per tornare ai fasti di un tempo, e mettere fine a questo interminabile digiuno, il Cavallino decise di puntare su colui che aveva portato a casa gli ultimi due titoli mondiali con la Benetton, vale a dire Michael Schumacher, al quale affianca Eddie Irvine. L'esordio fu difficile: il clima non era ottimale e il divario tecnico con le scuderie inglesi sembrava incolmabile, ma nonostante questo qualche buon risultato arriva lo stesso, rimandando però al futuro la fine del digiuno.

Un solo obiettivo ancora possibile

C’è ancora però un obiettivo raggiungibile: riportare la Rossa davanti a tutti nel GP di casa ad 8 anni di distanza dal successo dell’austriaco Gerhard Berger (1988). Di certo le monoposto del Cavallino non partono con i favori del pronostico, soprattutto dopo che sia le prove libere che le qualifiche sono state dominate dalle solite Williams. E così si arriva in griglia di partenza con la prima fila occupata da Hill e Villeneuve, seguiti da Schumacher e dalle due McLaren di Mika Hakkinen e David Coulthard.

Le barriere della discordia

Al via le due Williams si ostacolano a vicenda, favorendo la Benetton di Jean Alesi che, partito benissimo dalla sesta posizione in griglia, infila Hill alla prima curva, portandosi in testa, ma già alla seconda curva di Lesmo il britannico si riprende la testa della corsa, mentre il suo compagno di scuderia cede la terza piazza ad Hakkinen. Sembra dunque un’altra giornata da dimenticare per le Ferrari, ma da lì a breve le emozioni si susseguiranno: tutti le vetture hanno problemi con le barriere di pneumatici poste per non permettere di tagliare le prime due chicane, e così Hill e Coulthard sono costretti al ritiro, mentre Villeneuve e il finlandese continuano, ma con grandi difficoltà.

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Schumi abbatte la resistenza di Alesi

Così in testa ci va Alesi, con uno Schumacher indiavolato che giro su giro recupera velocemente il grande svantaggio dalla Benetton del francese. Lo raggiunge, lo tallona, ma il transalpino resiste fino al 30° giro, quando Schumacher spinge al massimo, facendo segnare il giro più veloce in gara, durante il pit-stop di Alesi, guadagna tanto che, due tornate più tardi, quando sarà il suo turno di fermarsi ai box, uscirà dalla pit lane nettamente davanti alla Benetton dell’ex ferrarista. Il tedesco poi riuscirà a gestire il vantaggio, conquistando la seconda vittoria consecutiva (la terza sulla Ferrari), davanti ad Alesi e ad Häkkinen, autore di una grande rimonta.

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L’inizio di una nuova epoca: Italia-Ferrari-Schumacher

Michael Schumacher, al suo primo anno in Ferrari, è riuscito dunque nell’impresa di riportare la Rossa per prima sotto la bandiera a scacchi nel Gran Premio d’Italia. Ci riuscirà poi altre 4 volte diventando il pilota con il maggior numero di successi nella storia della gara che si corre nell’Autodromo di Monza. Ma quello, dell’8 settembre 1996 avrà sempre un sapore particolare, perché fu in quel giorno che l’Italia, i tifosi della Ferrari e quelli del tedesco, capirono di trovarsi davanti all’inizio di un qualcosa di storico, fu chiaro cioè che quel terzetto Italia-Ferrari-Schumacher avrebbe regalato al mondo della Formula 1 qualcosa di straordinario, qualcosa che avrebbe costretto a riscrivere la storia di questo sport.