Dopo tre settimane di stop la MotoGP torna in pista ed è subito spettacolo. Anche il quindicesimo appuntamento stagionale è ormai andato in archivio. A Motegi è andata in scena una corsa condizionata dalla pioggia che riapre ancora di più la corsa iridata. Valentino Rossi finisce subito fuori per una scivolata, ma al Twin Ring gli italiani sono grandi protagonisti: Dovizioso, con lo stesso finale già visto in Austria, approfitta di un’incertezza di Marc Marquez e si prende la vittoria. Terzo il pilota anfibio della Pramac Danilo Petrucci che dopo esser stato grande protagonista nella prima parte della corsa chiude sul gradino più basso del podio davanti ad un finalmente competitivo Andrea Iannone, finito quarto. Tanti dunque i momenti da ricordare di questo Gran Premio del Giappone, così come altrettanti quelli che invece vanno dimenticati in fretta. Ecco il meglio e il peggio della gara nipponica della MotoGP.

Top, chi può sorridere e perché.

Il Dovi c’è: che spettacolo!

Dopo la disfatta di Aragon, a Motegi Andrea Dovizioso era chiamato a dare risposte e la risposta è arrivata: lui c’è e la lotta per il titolo iridato si deciderà negli ultimi tre GP della stagione. Buona partenza, rimonta sulla testa della corsa sorpasso dopo sorpasso, marcatura a uomo su Marc Marquez e a 6 giri dal termine il capolavoro: svernicia il numero 93 e tenta l’allungo. Il duello negli ultimi giri è uno show e come in Austria approfitta di una piccola incertezza del Cabronçito per passare nuovamente in testa per poi resistere all’attacco disperato a due curve dal termine. Tutto lascia intendere che nelle ultime gare ci sarà da divertirsi. A noi non resta che goderci lo spettacolo, comunque vada a finire.

Marquez da applausi.

Anche sotto la pioggia giapponese Marc Marquez dimostra tutto il suo talento. Nulla può sul “re del bagnato” Danilo Petrucci, ma non si scompone. Si mette alle spalle del ternano e riesce a girare con un ottimo ritmo e dopo 7 giri decide di aprire completamente il gas e tentare l’assalto al leader della corsa. L’operazione riesce e il Cabronçito se ne va. Solo la grande resistenza del Dovi non fa assistere al solito monologo del catalano. Alla fine ha commesso un errore e Dovizioso, esattamente come in Austria, ne approfitta e lo mette dietro. Ci prova a riprendersi la vetta ma ormai è troppo tardi. Ma al cinque volte campione del mondo vanno dati tutti gli onori anche in questo GP del Giappone.

La pioggia di Motegi conferma Petrucci, esalta ‘finalmente’ Iannone.

Quando c’è la pioggia e la pista bagnata Danilo Petrucci si trasforma e diventa l’uomo da battere. Il pilota anfibio della Pramac ci mette due tornate per prendersi la testa della corsa e prendere il largo rifilando quasi un secondo a giro agli inseguitori. Poi deve arrendersi alla coppia in lotta per il Mondiale che ne ha nettamente di più. Ma il suo terzo posto vale oro e conferma che sotto l’acqua il re della classe regina è lui. Una menzione speciale va fatta anche ad Andrea Iannone che finalmente sta lì con i migliori e chiude la sua migliore gara in Suzuki con un quarto posto che dà grande fiducia per il futuro.

Flop, 3 cose da dimenticare e in fretta.

Rossi: lui voleva la pioggia, la Yamaha no.

Si augurava la pioggia Valentino Rossi e pioggia è stata. Ma, nonostante ciò, dopo il “miracolo” di Aragon il Dottore, nettamente in forma migliore rispetto al GP spagnolo di tre settimane fa, non riesce mai ad essere protagonista in quel di Motegi. Partenza a rilento, soliti problemi di aderenza per la sua Yamaha, e gara anonima fino a quando al settimo giro non finisce sulla ghiaia dopo una scivolata, per fortuna senza conseguenza per il fenomeno di Tavullia, chiudendo così una gara da dimenticare.

Crutchlow, un’altra occasione persa.

Le Honda su questo tracciato erano decisamente favorite sul resto del gruppo (anche quelle clienti) e sul bagnato di norma Cal Crutchlow si esalta. Ma il week end del britannico è da dimenticare e anche sotto la pioggia delude. Anche a Motegi, dopo Misano e Aragon, il pilota di punta del team di Lucio Cecchinello non riesce a terminare la gara finendo fuori dopo dopo due terzi di corsa. Un’altra occasione persa.

Delusione Pedrosa.

Chi ha visto Dani Pedrosa nel vivo della corsa alzi la mano. Sul circuito della sua Honda, sul circuito su cui è recordman di successi, dallo spagnolo ci si attendeva molto di più di una gara anonima passata a lottare con le KTM per il decimo posto. Poi chiude addirittura peggio.