Al secondo match-point Lewis Hamilton conquista aritmeticamente il titolo iridato. Al britannico basta un quarto posto al termine di una gara con grandi difficoltà per centrare il quinto alloro personale e raggiungere Fangio nella classifica all time. In Messico a vincere è però un Max Verstappen in versione dominatore che precede le due Ferrari di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen. Sfortunato Ricciardo ancora costretto al ritiro per problemi tecnici alla sua monoposto quando si trovava in seconda piazza. Tanti dunque i momenti da ricordare di questo Gran Premio del Messico, così come altrettanti sono quelli che invece vanno dimenticati in fretta. Ecco quindi il meglio e il peggio della diciannovesima gara stagionale della Formula 1.

Top, chi può sorridere e perché

Hamilton come Fangio, ma che fatica!

Gli bastava entrare nei primi sette per certificare il quinto titolo iridato della sua carriera, ma non è stato così semplice per Lewis Hamilton che ha dovuto fare i conti con gomme più usurate rispetto ai rivali.  Il britannico parte benissimo prendendosi la seconda piazza alle spalle di Max Verstappen a cui si accoda fino all'undicesimo giro quando decide di fare la prima sosta rientrando poi alle spalle delle due Ferrari. A metà gara, quando i problemi agli pneumatici si fanno sempre più evidenti, non oppone grande resistenza su un Sebastian Vettel indiavolato, cerca di farlo poi su Daniel Ricciardo ma un bloccaggio in frenata lo costringe ad un fuori pista preambolo dell'immediato seconda sosta ai box che lo relega in quinta posizione (che diventerà quarta dopo il ritiro di Ricciardo), tanto basta però per permettergli di entrare nella storia della Formula 1 con la conquista del quinto titolo iridato che gli consente di raggiungere la leggenda Juan Manuel Fangio. E quindi alla fine è lui quello che può sorridere di più al termine di questo GP.

Dominatore Verstappen

Dopo la delusione per la pole scippatagli da quello che al termine della stagione non sarà più suo compagno di squadra, Max Verstappen si rifà in gara: partenza perfetta che sorprende proprio Daniel Ricciardo, risposta immediata al pit-stop anticipato di Lewis Hamilton e dello stesso australiano e la sua Red Bull che su questa pista si dimostra la monoposto più performante. Nella seconda parte di gara deve "solo" amministrare il grande vantaggio accumulato in precedenza per bissare il successo dello scorso anno in terra messicana.

Senza pressione è un altro Vettel

Eliminata la pressione di una lotta iridata già decisa, Sebastian Vettel in Messico mette in pista una delle migliori prestazioni della stagione. Dopo esser partito male, perdendo anche la quarta posizione a favore di Valtteri Bottas. il tedesco mette su una gara d'attacco che lo porta a superare uno dopo l'altro i rivali: sorpassati in pista sia Daniel Ricciardo che Lewis Hamilton. Nel finale duella con l'australiano che a 9 giri dal termine è costretto al ritiro per problemi tecnici alla sua Red Bull lasciando la seconda posizione al tedesco e il gradino più basso del podio ad un regolarissimo Kimi Raikkonen.

Flop, cosa dimenticare e in fretta

Poca gioia per Alonso

Dura cinque giri il GP del Messico di Fernando Alonso, probabilmente a meno due gare dalla fine della sua carriera in Formula 1. Il tempo di fare un'escursione sull'erba e di riscontrare gli ormai soliti problemi alla sua McLaren che lo costringe al ritiro quando ancora la corsa era tutta da decidere. Chissà se al due volte campione del mondo mancherà la Formula 1, di certo non gli mancherà questa McLaren.

Anonimo Sainz

Altra gara anonima per Carlos Sainz che in questa seconda parte di stagione ha disatteso le aspettative. La sua corsa messicana, sempre condotta a centro-gruppo senza acuti particolari, termina alla 30a tornata con la sua Renault parcheggiata sulla via di fuga. Nessuna soddisfazione dunque nella terzultima apparizione sulla Renault dato che il talentuoso spagnolo che il prossimo anno prenderà il posto di Fernando Alonso sulla McLaren.

La polvere sotto il tappeto ‘iridato' in casa Mercedes

Tutto passa in secondo piano per il titolo iridato conquistato da Lewis Hamilton, ma sul circuito messicano è andato in scena il peggior gran premio della stagione per la Mercedes. Entrambe le Frecce d'Argento infatti si dimostrano meno veloci sia delle Red Bull che delle Ferrari rispetto alle quali hanno anche maggiori problemi di usura delle gomme. Se a questo aggiungiamo alcuni errori sia del britannico che di Valtteri Bottas è tanta la polvere che va a nascondersi sotto il tappeto dell'alloro centrato dal britannico in casa Mercedes.