Dopo Misano la MotoGP torna in pista ed è subito spettacolo. Anche il quattordicesimo appuntamento stagionale è ormai andato in archivio. Ad Aragon è andata in scena la prima vera corsa dominata dagli spagnoli dell’anno. Nel giorno del “miracolo” di Valentino Rossi, tornato in gara a 24 giorni dall’incidente, che gli aveva procurato la frattura di tibia e perone, al Motorland Marc Marquez precede il compagno di squadra Dani Pedrosa e un ottimo Jorge Lorenzo su Ducati. Un successo, quello del Cabronçito, che lo lancia in solitaria in testa al Mondiale data la brutta giornata di Andrea Dovizioso (solo settimo al traguardo). Tanti dunque i momenti da ricordare di questo Gran Premio di Aragon, così come altrettanti quelli che invece vanno dimenticati in fretta. Ecco il meglio e il peggio della gara aragonese della MotoGP.

L’eroico Rossi.

Ovviamente quanto fatto oggi da Valentino Rossi merita un discorso a parte. Metterlo nei top di giornata sarebbe riduttivo. Qui si parla di un uomo che ha reso possibile l’impossibile, che ha riscritto per l’ennesima volta la storia. Si parla di un’impresa epica. A 24 giorni dalla frattura di tibia e perone e dalla immediata operazione, già quanto fatto al sabato con quel terzo posto in prova aveva del “miracoloso”, ma in gara è riuscito addirittura a migliorarsi. Girare per 23 giri con una gamba malconcia non è proprio cosa semplice, figurarsi essere tra i grandi protagonisti della gara, andando addirittura ad insidiare la prima posizione di Jorge Lorenzo. Il 5° posto finale, davanti ad Andrea Dovizioso, è qualcosa che va oltre l’umana comprensione.  Si tratta dell’ennesimo prodigio del fenomeno di Tavullia. Ah, quasi dimenticavo: tutto ciò lo ha fatto a 38 anni suonati.

Top, chi può sorridere e perché.

La maturità di Marquez.

Se a 24 anni ha già 5 titoli iridati in bacheca, nessuna gara di Marc Marquez potrebbe sorprendere. Eppure questo Marc Marquez del 2017 sembra essere molto cresciuto sul piano della maturità e della gestione della corsa. È vero, era un circuito sul quale partiva con i favori del pronostico, ma la quinta vittoria della stagione non è stata così semplice come poteva apparire alla vigilia data la grande rimonta che ha dovuto fare per contrastare un Jorge Lorenzo in versione extra lusso. Ma lui è stato sempre concentrato sull’obiettivo e alla fine è riuscito a portarlo a casa riducendo al minimo i rischi. E ora il back-to-back iridato non sembra poi così lontano. Chapeau!

Pedrosa: cavallo di ritorno.

Lui, a differenza del compagno, veniva da alcune pessime prestazioni negli ultimi tempi che lo hanno di fatto estromesso dalla corsa per il Mondiale, ma nella gara di casa Dani Pedrosa è ritornato a grandi livelli. Protagonista di una grande rimonta che dal sesto posto iniziale lo ha portato a chiudere alle spalle del compagno di squadra riuscendo a superare nel finale un arcigno Jorge Lorenzo. La Honda e Marquez ringraziano, gli altri contendenti ai titoli iridati un po’ meno.

Finalmente anche in Ducati è il vero Lorenzo.

Finalmente Jorge Lorenzo piazza il suo primo ottimo week end da quando è in sella alla Ducati. Infatti, ad Aragon il maiorchino è stato grande protagonista sia in qualifica, centrando il secondo posto in griglia di partenza, che in gara, dominata per due terzi, dove si è dovuto arrendere solo nella parte finale allo strapotere delle Honda riuscendo comunque a portare a casa un preziosissimo podio (il secondo in stagione). Segnali che fanno ben sperare la scuderia di Borgo Panigale in vista della prossima stagione.

Flop, 3 cose da dimenticare e in fretta.

Dovizioso: la giornata no al momento sbagliato.

Diciamo subito che la Ducati era sfavorita rispetta alla Honda su questo circuito, ma Andrea Dovizioso nel GP di Aragon poteva e doveva fare assolutamente di più. Come ha dimostrato il suo compagno di squadra la possibilità di guadagnare qualche posizione, e quindi punti preziosi nella graduatoria iridata, c’era ma il forlivese oggi non è sembrato all’altezza dei rivali. È vero si tratta solo di una giornata no, ma purtroppo per lui è arrivata nel momento peggiore della stagione.

Crutchlow, un’altra occasione persa.

Le Honda su questo tracciato era decisamente favorite sul resto del gruppo, e anche quella clienti di Cal Crutchlow sembrava potesse consentirgli di ottenere un ottimo risultato in terra spagnola. Ma ancora una volta, dopo Misano, il britannico non riesce a terminare la gara finendo fuori alla settima tornata. Un’altra occasione persa.

Delusione Petrucci sull’asciutto.

Che fine ha fatto il Danilo Petrucci di inizio stagione che anche sull’asciutto riusciva a stare con i migliori? Sotto il sole di Aragon il pilota ternano va in grandissima difficoltà, non riuscendo a ripetere quanto di buono fatto vedere sotto la pioggia di Misano. Purtroppo per lui le gare sul bagnato in stagione sono poche, e così non basta.