Nella noia di Singapore l'unico a gioire è Lewis Hamilton che conquista la vittoria e allunga in classifica generale su Vettel (3° alla bandiera a scacchi), adesso lontano 40 punti a sei gare dal termine del campionato. Secondo sul tracciato di Marina Bay è l'ottimo Verstappen su Red Bull. Fuori dal podio Bottas (4°), Raikkonen (5°) e Ricciardo (6°). Tanti dunque i momenti da ricordare di questo Gran Premio di Singapore, così come altrettanti sono quelli che invece vanno dimenticati in fretta. Ecco quindi il meglio e il peggio della quindicesima gara stagionale della Formula 1.

Top, chi può sorridere e perché

Hamilton approfitta della noia

Si è difeso bene in partenza e sul tentativo di undercut di Vettel, ha gestito la gara a ritmi lenti senza rischiare mai di perdere la prima posizione (uscendo bene anche dal doppiaggio di Grosjean e Sirotkin in lotta tra loro, unico momento complicato della sua corsa), conquista la vittoria, aumenta il gap di punti sul tedesco e si avvicina al sesto titolo iridato. L'unico a gioire della noia di Singapore è dunque Lewis Hamilton.

Alonso, il migliore degli altri

In una gara che ha visto poca azione nelle posizioni di testa, a brillare è Fernando Alonso che con la sua McLaren ottiene una stupenda settima posizione (il primo degli altri). Il due volte campione del mondo mette su una prestazione perfetta ottenendo anche ottimi tempi sul giro nel finale. Potrebbe essere il suo ultimo anno in Formula 1, ma forse un sedile (Haas?) lo meriterebbe. Chissà che prestazioni come queste non gli facciano ritardare il suo passaggio all'Indycar?

LeClerc vs Gasly: duello con vista sul futuro

Nella noia della prima parte di questo Gran Premio di Singapore la cosa più interessante è stato certamente il duello con vista sul futuro tra gli ultimi due campioni della GP2/Formula , cioè Charles LeClerc e Pierre Gasly. Un duello intenso che fa ben sperare per gli anni avvenire dato che dal prossimo anno il monegasco siederà sul sedile della Ferrari mentre ad attendere il francese ci sarà quello lasciato vuoto da Ricciardo in Red Bull.

Flop, cosa dimenticare e in fretta

Singapore amaro per Vettel

Serviva un azzardo per ravvivare una gara che di emozioni ne stava regalando ben poche e così Sebastian Vettel ci ha provato: dopo aver subito superato Verstappen piazzandosi negli scarichi di Lewis Hamilton, il tedesco ha dato una svolta anticipando il pit-stop e montando le gomme ultra-soft. L'azzardo però non paga, anzi gli fa perdere anche la posizione in favore di Max Verstappen e punti preziosi nei confronti del britannico (adesso a +40) vedendo sempre più diminuire le proprie chance di insidiarlo per il titolo iridato.

Singapore disastroso per Perez

Prima fa fuori il suo compagno Ocon, poi sbaglia la strategia per il pit-stop e rimane bloccato alle spalle della Williams di Sirotkin per tantissimi giri prima di sbattere contro la monoposto del pilota russo (probabilmente dovuto alla frustrazione) che lo costringe ad una sosta aggiuntiva e ad una penalità (passaggio obbligato in pit-lane) che ne compromettono definitivamente la sua gara. Di certo per Sergio Perez non un Gp di Singapore da incorniciare.

Ocon, il modo peggiore di cercare lavoro

In queste ultime gare della stagione Esteban Ocon deve conquistarsi un sedile per la prossima stagione essendo uno dei pochi a non avere ancora il posto garantito. La gara del talento francese però non è di quelle da ricordare dato che già al primo giro è fuori dopo esser andato al contatto con il compagno di squadra Sergio Perez che ha fatto finire a muro la sua Force India (anche se la colpa del contatto va assegnata al messicano). Non il modo migliore per convincere qualche team a puntare su di lui nel 2019.