Un pulsante, tactic, che Toto Wolff preme per dimostrare che non lascerà i piloti liberi di correre e danneggiare la corsa al Mondiale. Un'applicazione, quella di Bottas, fin troppo plateale per non essere voluta. Ha mostrato al mondo quel che gli hanno chiesto di fare, al di là delle giustificazioni sul blistering che paiono proprio una pezza peggiore del buco. Blistering che a fine gara Bottas va a controllare sulla monoposto del compagno-rivale. Un ordine che spalanca a Hamilton le porte del successo numero 70. Ma gli ordini di scuderia sono legittimi, e fanno parte delle strategie dette e non dette di questo sport. Al massimo, è una questione di stile. Sochi, come Singapore, racconta che i sei decimi di distacco delle Ferrari non sono un caso. Sono la misura di una macchina che dall'estate non ha tenuto il passo dello sviluppo Mercedes, che si difende nei tratti di motore ma si arrende dove contano carico e telaio come nel terzo settore di Sochi.

Mercedes: la "tactic" è un sacrificio plateale

E' plateale il gioco a due della Mercedes. Toto Wolff preme il pulsante "tactic", e cosa voglia dire diventa chiaro un paio di giri dopo, al giro 25. A Bottas dicono anche in quale curva far passare Hamilton. Il finlandese praticamente parcheggia, lascia sfilare il campione del mondo come per lanciare un messaggio al mondo, come Barrichello con Schumacher sul traguardo del GP d'Austria del 2002. Allora la pagliacciata sul podio, Schumi che lascia il compagno sul gradino più alto, non salvò la Ferrari da un milione di multa. Stavolta non succederà nulla di tutto questo, perché gli ordini di scuderia sono legali e sdoganati. E quando c'è da vincere ogni strada lecita diventa praticabile. "Hamilton ha del blistering sulle gomme, se ti stava dietro le cose sarebbero peggiorate" gli spiegano via radio. Sembra la giustificazione posticcia di una decisione certo non sportiva se vista da fuori ma che in molti, al posto di Wolff, avrebbero probabilmente preso comunque. Poi, certo, è il modo in cui l'istruzione viene messa in pratica che ancora offende. "Come finiamo la gara" chiede Bottas a due giri dalla fine. "Stiamo così, ne parliamo dopo" gli rispondono. Sipario.

In Mercedes i progressi al retrotreno hanno dato invece risultati immediati. La W09 faticava a estrarre potenza in uscita di curva e a gestire i pneumatici posteriori, soprattutto nelle mescole più morbide. I tanti interventi sono culminati nella notevole efficienza di Singapore e soprattutto in questo terzo settore di Sochi dove la guidabilità conta. Poi, certo, la superiorità di motore che si misura nel primo settore, un lungo rettilineo e la curva più lunga del Mondiale, non si perde. Le Mercedes tornano Frecce d'Argento imprendibili, con Bottas che si ferma per primo al giro 12. Monta le gialle il finlandese che libera pista a Hamilton e si ritrova dietro un Verstappen spettacolare nel primo giro. Bottas, unico ad essersi sempre qualificato in Top 3 a Sochi, ha di fatto partecipato a un gioco di squadra non scoperto in partenza ma inevitabile. "Non mi piace vedere due piloti che si sfidano fra di loro a questo punto della stagione" ha detto Wolff, che preferisce la strategia a due punte coordinate al disordine indisciplinato vissuto con Rosberg.

La Ferrari si è persa e non sa tornare

Vettel sfida Hamilton al giro 13, il campione del mondo deve fermarsi per coprire la Ferrari con il tedesco che intanto fa record nel secondo settore. Bottas rallenta sì, e tantissimo, sperando di bloccare il tedesco. Viene usato, Bottas, come scudiero e pedina sacrificabile ma la strategia non funziona. Il nervosismo di Hamilton si vede prima in un quasi tamponamento, poi finito sotto investigazione per un supposto doppio cambio di traiettoria in frenata del tedesco, e poi in un sorpasso energico, vecchio stampo, cattivissimo alla staccata di curva 4. A metà gara, è Vettel ad aver espresso i tempi migliori nei primi due settori, ma non si vede più la potenza del motore Ferrari.

Vettel aggancia sì Hamilton ma poi gli manca lo spunto all'esterno di curva 2. La Ferrari, che per tutto il weekend ha perso almeno tre decimi nel terzo settore, segnato da una successione di curve a novanta gradi, ha smesso di essere il riferimento in termini di trazione. Il sorpasso subito a Spa, spiegava Toto Wolff, ha scatenato l'orgoglio Mercedes e il passo in avanti della W09 è evidente, generale, complessivo al di là dell'effetto pista. La Ferrari dà la sensazione di non avere abbastanza carico dal corpo vettura, da qui gli interventi sul set-up, la nuova ala anteriore con i profili laterali completamente rivisti per incanalare in modo diverso l'aria.

Hamilton, sorpasso tombale a Vettel

A Vettel continuano a dire che sta mantenendo un buon ritmo, e intorno al decimo giro il tedesco è in effetti sugli stessi tempi di Hamilton, sempre staccato di 6-7 decimi da Bottas fino alla sosta. Poi, il vano sacrificio delle ambizioni di Bottas sull'altare della corsa al Mondiale di Hamilton non aggira l'undercut di "piede caldo" Vettel. Si distrae però alla curva 4, lasciando l'esterno al campione del mondo che si è lanciato nella zona sporca della curva 3.

L'investigazione per il comportamento in frenata di Vettel, che in maniera quasi impercettibile cambia traiettoria, induce pensieri di doppiopesismo nella considerazione dell'assenza di misure per Magnussen per una variazione ancora più evidente davanti a Ocon. Ma non c'è sanzione, condivisibilmente.

Un po' nell'ombra, Raikkonen si ferma più tardi di tutti e dopo 15-16 giri, con gomme usate perde solo pochi decimi rispetto ai top driver con le mescole nuove.

Happy birtday, mister Max

Max Verstappen vola nel primo giro con le gomme gialle, evidentemente buonissime per la gara. L'olandese oggi più volante che mai è quinto dopo otto giri, per un paio di passaggi anche in testa visto che si ferma più tardi di tutti. Ha ritmo Verstappen, anche con le gomme usate, su una pista che esalta nel finale le caratteristiche di telaio della Red Bull. Soddisfatto dei passi avanti della Honda, prossimo fornitore Red Bull, Verstappen si è dato due anni di tempo per arrivare ad avere una macchina col pacchetto completo per giocarsi il titolo. E come ambizione, ha raccontato all'inviata inglese di Sky Sports, vuole vincerne quattro di Mondiali prima dei trent'anni. L'olandese, che ha spremuto di tutto e di più negli oltre 40 giri sullo stesso treno di gomme soft con cui è partito. "Hai fatto una gran gara, bel compleanno per te" gli dicono via radio.

Hamilton e Bottas, invece, via radio non parlano. C'è solo la voce di Toto Wolff che si spende per dire che, sì, è stata una gara difficile, una decisione non semplice, e che di tutto parleranno dopo. C'è un tempo per discutere e c'è un tempo per aspettare. E chissà che, in caso di malumori di Bottas, Wolff non agiti anche il jolly Ocon.