Sui circuiti cittadini sono i piloti a fare la differenza. Sotto le luci di Singapore, Hamilton marca una differenza che si misura in un tempo da record inatteso nella forma: 1.36.015 è un tempo semplicemente irreale. Si misura nei sette decimi di vantaggio su Bottas, in un secondo settore in cui nessuno è riuscito a stargli nemmeno vicino. Le Red Bull, però si erano nascoste per tutto il weekend, prima che Verstappen col secondo tempo dimostrasse che qui possono anche giocarsela per la vittoria. Vettel, che a Singapore ha più vittorie, più podi e ha passato più giri in testa di chiunque altro, arranca. Terzo sì, ma staccato di oltre mezzo secondo. Per la Ferrari che deve rimontare è lo scenario peggiore possibile.

La Ferrari, lo scenario peggiore

Iceman, il migliore in Q2, si prende però sette decimi da Hamilton e uno da Vettel nonostante la velocità più alta registrata allo speed trap. Sarà una gara difficilissima anche perché non c'è alternativa, non si può giocare di strategia in Q2 e nel primo stint di gara. Tutti con le hypersoft, poi si vedrà. Le sperimentazioni delle Mercedes in Q1 e di Raikkonen nel secondo capitolo della qualifica danno uno stesso verdetto.

La Ferrari presenta un nuovo fondo, che viene smontato sulla vettura di Vettel a una mezz'oretta dall'inizio delle qualifiche, con le modifiche nell'area dei bargeboards, le appendici aerodinamiche laterali vicini alle pance che devono migliorare il flusso d'aria diretto verso il fondo vettura. Rispetto a Monza, cambiata anche l'ala anteriore, su un tracciato dove la capacità di generare carico dal corpo vettura e la trazione sono determinanti, come ha scoperto a sue spese Hamilton che accumulava gran parte del ritardo nell'ultima sessione di libere nel primo settore perché faticava più delle rosse ad avere un'accelerazione ottimale in uscita da curva 3.

"La differenza la faranno piccoli dettagli, soprattutto sulla gestione delle gomme" diceva Raikkonen ieri. "Sicuramente in uscita di curva mi sono reso conto che alcune cose cambiavano. Comunque quando si portano novità è sempre legato al voler migliorare".

La macchina, spiegava Vettel ieri a proposito delle novità aerodinamiche, "è molto buona, credo che si possa estrarre ancora del potenziale". Si lamenta un po' per il traffico che lo condiziona nelle ultime curve nell'ultimo tentativo in Q2, che vede volare le Red Bull incastonate davanti insieme a Kimi Raikkonen. Si sposta da ultimo, in una curva delicata, Sebastien Grosjean che porta in Q3 la Haas che Magnussen non aveva saputo spingere nemmeno in Q2.

Mercedes, che rischio le ultrasoft in Q1

La Mercedes azzarda una Q1 con le ultrasoft, che però non sono affatto performanti. Hamilton e Bottas passano il taglio, ma con un margine di appena un paio di decimi rispetto al primo degli esclusi. Non paga la scelta delle Frecce d'Argento di portare solo sei treni di hypersoft, una gomma che evidentemente hanno potuto testare e conoscere meno della Ferrari.

Su una pista che non ha esaltato le Mercedes negli ultimi anni, i tecnici di Woking hanno modificato l'ala posteriore sulla W09 per controllare meglio le turbolenze verso il diffusore su una pista ad alto carico. “In queste condizioni in passato abbiamo sempre sofferto" diceva ieri Bottas, "con le dovute cautele sembra che siano un più avanti di quanti ci attendessimo, e se devo sbilanciarmi credo che abbiamo delle buone possibilità per fare bene”.

Cambia tutto però quando in Q2 Hamilton monta le hypersoft. Inizia la Q2 il miglior crono del weekend nel secondo settore, è il primo a scendere sotto l'1.38. Proprio dal secondo settore nascerà la stratosferica pole position. C'è un dettaglio che appare irreale quanto la sua pole finale: il suo tempo in Q2 è di quattro secondi più veloce rispetto al crono delle Williams in Q1. E' davvero un'altra categoria, un fallimento su tutta la linea per una scuderia storica.

L'azzardo in Q1 conferma che con il salto di mescola, e con una gomma da qualifica come la hypersoft, è impossibile per tutti tentare di passare il taglio con una gomma meno prestazionale come più volte abbiamo visto in stagione. Anche perché qui nel 70% delle occasioni ha vinto chi è partito in pole.

Red Bull c'è, anche per la vittoria

Verstappen sembrava meno ottimista rispetto a ieri sulla possibilità di centrare la prima fila, o almeno così diceva. Ricciardo, invece, il migliore nel secondo e nel terzo settore in Q1, scivola indietro, troppo anche rispetto al compagno di squadra, l'unico capace di mantenere il distacco da Hamilton sotto il mezzo secondo.

"Le gomme funzionano bene, anche se forse non siamo i migliori di tutti sotto questo aspetto" diceva ieri. Sappiamo tutti che qui è come Monaco, partire davanti è fondamentale anche se non hai un passo gara così buono come gli altri. L'anno scorso ho avuto fortuna per il caos che c'era stato al via, oggi dico che ce la possiamo giocare per stare lì davanti". Anche per effetto dell'assetto rake molto spinto, ovvero di una macchina molto inclinata con l'anteriore picchiato e il posteriore più elevato, così da spostare in avanti la distribuzione del peso della macchina, che aiuta nelle curve lente.

Che gara sarà

La Red Bull potrebbe risultare parecchio competitiva, stando alle indicazioni della long run di ieri, anche se il ritmo costante sotto l'1.45 può spiegarsi anche con un eventuale minor carico di benzina. Molto comunque dipende dal traffico, ma Raikkonen ha dimostrato di soffrire di degrado sulle hypersoft dopo circa otto giri. Questo potrebbe differenziare le strategie in gara, non a caso la Mercedes starebbe valutando l'ipotesi di chiudere il gran premio con una sola sosta e giocarsela con un lunghissimo stint con le soft, su un tracciato in cui si gira in pieno solo per il 36% del tempo. Una scelta comunque rischiosa, visto che il responsabile car racing Pirelli stimava sul secondo e mezzo il gap fra soft e ultrasoft e di un secondo e sette fra ultrasoft e hypersoft, mescole due step rispetto alle supersoft, le più morbide usate l'anno scorso, su cui Red Bull ha mostrato tempi interessanti ieri in simulazione da gara. Ma le due soste nell'articolazione hypersoft-hypersoft-ultrasoft rimane, nelle indicazioni Pirelli, la più veloce. Mercedes, però, ha portato meno gomme della mescola più morbida rispetto alle Ferrari.