La sicurezza in strada, soprattutto su due ruote, riveste un'importanza fondamentale: sono soprattutto i centauri, infatti, a pagare le conseguenze peggiori in caso di incidente che, purtroppo, risultano spesso fatali. Proprio su questo si è concentrata l'Asaps  – Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale –  che sul proprio sito ha lanciato l'allarme sulla "carneficina silenziosa" che si consuma sulle strade italiane.

Solo nell'ultimo weekend 22 vittime

Come sottolinea il dato raccolto dall'Osservatorio ASAPS quella degli incidenti su mezzi a due ruote sta assumendo sempre più i contorni di un vero e proprio allarme tanto che solo nell'ultimo weekend sono stai 22 i centauri che hanno perso la vita. Numeri da brividi che, come sottolineato nell'intervento del presidente Giordano Biserni, devono accendere i riflettori sull'emergenza: "Tacciamo di responsabilità quanti nella politica e nelle agenzie di controllo non intervengono per stoppare questa assurda catena di vittime", il suo commento.  "Ma si può vedere una carneficina del genere, mentre tutti tacciono? Noi come ASAPS non ci stiamo. Fra lunedì e martedì verranno celebrati 22 funerali di motociclisti, spesso giovani, molte volte padri di famiglia, con bambini dietro il feretro che guardano smarriti tutti quei motociclisti là fuori della chiesa, mamme che hanno finito le lacrime, mogli che non sanno spiegarsi come possa essere successo" conclude lanciando un messaggio, senza voler entrare nel dibattito sulle molteplici cause, che serve a far riflettere su un problema urgente e collettivo.

Quello legato agli incidenti mortali, però, non è un problema che riguarda solo i motociclisti ma tutti gli utenti della strada; a far maggior rumore sono soprattutto quei sinistri che vengono definiti "plurimortali" ossia gli incidenti stradali con due o più vittime.  L'Osservatorio il Centauro ASAPS nel 2018 ne ha registrati 125, esattamente come nel 2017, che hanno causato 296 vittime, mentre erano state 293 nel 2017. Di questi 20 sono avvenuti in autostrade o superstrade, 85 sulle strade stradali e provinciali – che continuano ad essere le più pericolose e altri 20 nelle aree urbane. Le più coinvolte rimangono le auto con 99 incidenti mentre 14 sono state le moto. Il dato più tragico, però, è quello relativo agli 11 bambini che hanno perso la vita in questi incidenti.