Stavolta il Dieselgate non c'entra, ma la multa che ha accettato di pagare BMW, colosso dell'auto tedesco, è di quelle importanti: il Tribunale di Monaco, come riportato da Reuters, ha stabilito che la casa tedesca dovrà versare la somma di 8,5 milioni di euro per un illecito amministrativo riguardante in software presente a bordo di circa 8.000 veicoli diesel.

Il colosso dell'auto punito per non aver rispettato gli obblighi di sorveglianza

Nessuna installazione di un software fraudolento, ma un'irregolarità sugli impianti dei gas di scarico non conformi che possono essere considerati vizio di fabbrica; al colosso dell'auto, quindi, è stato contestato il non aver adempiuto agli obblighi di sorveglianza. A finire nel mirino erano state l'ammiraglia Serie 7 ed il SUV X5; gli inquirenti, infatti, hanno determinato che sui veicoli diesel BMW sottoposti ai test sul banco di prova non vi sarebbe stata l'applicazione di un software illegale capace di rilevare meno ossido nitrico (NOx) rispetto a quello immesso nell'aria in seguito al normale funzionamento, ma le indagini hanno appurato che uno o più dipendenti potrebbero aver copiato accidentalmente un software del motore riguardante veicoli non sottoposti al test sul banco in uno specifico momento per negligenza e non con l'intento di far risultare emissioni di NOx inferiori a quelle realmente registrate.

Bmw X5 xDrive40e

Un errore umano, quindi, e non l'intenzione specifica di aggirare i controlli facendo risultare valori inferiori rispetto a quelli reali. La casa automobilistica, che ha accettato di pagare la multa, si è scusata con tutti i clienti, L'installazione di un componente software errato è stata quindi giudicata come un errore tecnico e già all'inizio dell'estate del 2018 BMW ha corretto il software difettoso nei quasi 8mila veicoli in tutto il mondo. A giocare un ruolo fondamentale anche la collaborazione mostrata fin da subito da BMW, anche se non è servita ad evitare del tutto la multa, comminata in ragione del vantaggio economico tratto dal brand.