Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, Jorge Lorenzo sapeva che quella di ieri sarebbe stata una giornata complicata. Al Montmelò il campione maiorchino è stato svegliato da sei agenti della Guardia di Finanza spagnola che hanno bussato alla porta del suo motorhome. Lorenzo vive da quasi sei anni in Svizzera ma, secondo le autorità iberiche, avrebbe lasciato un conto in sospeso. Lo scorso gennaio, senza nessun preavviso, Lorenzo ha chiuso i battenti del suo museo ad Andorra la Vella dopo due anni.

Lorenzo, visita del fisco a Barcellona

La notizia si è rapidamente diffusa nel paddock, provocando rumorose discussioni per l’invadenza delle autorità. Dall’ambiente del cinque volte iridato, fonti citate da Speedweek.com hanno riportato che Lorenzo ha rispettato scrupolosamente tutte le regole e non ha nulla da temere.

Lorenzo ha trasferito la sua residenza dalla Spagna in Svizzera nell’estate del 2013, fissando la sua residenza principale in Ticino. In quel periodo era un luogo strategico per raggiungere la sede della Yamaha Racing a Gerno di Lesmo, vicino a Monza, e gli aeroporti di Milano (Malpensa e Linate), in breve tempo. Diversi gli sportivi e i piloti del Motomondiale che hanno stabilito la loro residenza in Svizzera. Altri, come Pol e Aleix Espargaró, Alex Rins, Bradley Smith e Jack Miller si sono trasferiti ad Andorra, mentre Brad Binder ha scelto Dubai.

Questo non impedisce agli ispettori fiscali di accedere al paddock per fare delle domande ai piloti spagnoli. Nel 2006-2007 Lorenzo ha già avuto qualche problema con le autorità fiscali, dopo che il suo ex manager Dani Amatriain gli aveva procurato un falso domicilio in Inghilterra, a causa del quale aveva dovuto pagare una certa somma al fisco spagnolo. In seguito Lorenzo ha sempre detto: “Ho imparato la lezione. In Svizzera soddisferò scrupolosamente tutte le richieste”. Secondo indiscrezioni, il Governo starebbe valutando di tassare i piloti emigrati per le quattro gare del campionato del mondo in Spagna, Jerez, Barcellona, Aragon e Valencia. Ora toccherà ai legali di Lorenzo e al suo manager Albert Valera mettere fine a eventuali pretese.