Robert Kubica – Foto Twitter
in foto: Robert Kubica – Foto Twitter

Quella di Robert Kubica è la storia di ciò che sarebbe potuto essere e che, purtroppo, non è mai stato; una carriera piena di rimpianti, spezzata dal drammatico incidente nel rally di Andora che, di fatto, ha messo fine alla sua esperienza in Formula 1. Il polacco era considerato uno degli astri nascenti del circus, ma proprio l'incidente nel quale la sua auto si schiantò schiantato un guardrail provocando gravissime lesioni al pilota, incluse una frattura alla gamba destra, un'emorragia interna e lesioni multiple alla mano, alla spalla e al braccio destro, chiusero una carriera appena iniziata.

Il polacco avrebbe affiancato Fernando Alonso

Kubica, dopo una lunga riabilitazione, è tornato a guidare una monoposto partecipando a diversi test e riuscendo a strappare un ingaggio come pilota di sviluppo della Williams per il 2018 dopo essere stato vicino a diventare il pilota titolare della scuderia di Grove. In una intervista al sito ufficiale della Formula 1, però, il polacco ha rivelato come la sua carriera, nel 2012, avrebbe potuto prendere un'altra piega visto che aveva già firmato un contratto per correre con la Ferrari affiancando il campione del mondo Fernando Alonso.

La Renault mi permise di fare questo rally perché si sentivano in colpa per aver avuto molti fallimenti, ma io sapevo che quello sarebbe stato l'ultimo in quanto il team con il quale avrei corso non me l'avrebbe mai permesso – ha rivelato il polacco -. Credo che ci siano tre cose importanti in Formula 1: la prima è entrare in Formula 1, la seconda è diventare un buon pilota, di buon valore e con una buona reputazione, mentre la terza è vincere il campionato o guidare per la Ferrari. Io non ho mai vinto il campionato, ma sono stato a un passo dal guidare la Rossa: nel 2012 avrei corso con loro, ma non so se Alonso lo sapesse a quel tempo.

C'era la Ferrari, quindi, nel futuro di Robert Kubica: la scuderia italiana lo aveva individuato come sostituto di Felipe Massa e il contratto, con l'allora direttore sportivo della Ferrari Stefano Domenicali, era già stato firmato. "Sarei stato pagato meno che alla Renault" ha ammesso il polacco che avrebbe rinunciato a qualche soldo pur di mettersi al volante della Rossa di cui è fan fin da bambino. Purtroppo l'incidente nel Rally ha spezzato il suo sogno, quello di correre in Formula 1 con il Cavallino, ma ci riproverà nel 2019 sperando che stavolta la Williams si decida a concedergli l'occasione che merita.