Michael Schumacher con la Ferrari F2002
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Michael Schumacher con la Ferrari F2002

La storia della Formula 1 è stata scritta da piloti leggendari, ma anche da auto che hanno permesso alle varie scuderie di scrivere pagine indimenticabili del motorsport: tra queste una delle vetture più iconiche è senza dubbio la F2002, la monoposto guidata da Michael Schumacher e Rubens Barrichello che dominò il mondiale 2002 permettendo al tedesco di centrare il quinto titolo della carriera. Quella vettura, capace di vincere il mondiale con sei gare d'anticipo – primato ad oggi ancora imbattuto – sarà messa all'asta da RM Sotheby's, in collaborazione con Formula 1, nell'evento che si terrà il prossimo 30 novembre al Gran Premio Abu Dhabi.

La vettura che consegnò a Schumacher il quinto titolo mondiale

Un'auto, quella progettata da Rory Birne, capace di dettare legge in un mondiale decisamente a senso unico: la Ferrari F2002 in questione, caratterizzata dal telaio numero 219, fu guidata alla vittoria dal campione tedesco nei GP di Imola, Zeltweg e Magny-Cours, l'ultima delle quali avrebbe assicurato a Schumacher il suo quinto titolo con ben sei gare d'anticipo sulla conclusione del mondiale stabilendo un primato che resiste ancora oggi. Oltre a quelle vittorie, la F2002 che andrà all'asta riuscì a raggiungere altri importanti risultati come il 2° posto con Schumacher a Monaco e a Spa-Francorchamps così come il 4° a Hockenheim con il compagno di squadra Rubens Barrichello, che in quella stagione arrivò secondo nel mondiale piloti alle spalle del compagno di squadra.

La vettura, poi, venne usata anche come auto di prova per il resto della stagione concludendo l'anno per poi finire in diverse collezioni private; ad oggi la F2002 è ancora considerata come una delle vetture più rivoluzionarie dell'intera storia della Formula 1 sia per il suo sviluppo sia per i risultati ottenuti divenendo una delle più vincenti di sempre. Parte dei proventi ricavati dalla vendita, inoltre, andranno alla fondazione "Keep Fighting", creata dalla famiglia Schumacher dopo il terribile incidente occorso al campione tedesco.