Sono sempre più i Paesi e gli impianti che chiedono di entrare nel calendario MotoGP. Ogni circuito è disposto a sborsare milioni di euro per poter ospitare una tappa del Mondiale, motivo per cui il campionato si sta inesorabilmente muovendo dalle 19 gare attuali a un format da 22 GP in futuro. Un numero che va ben oltre le 20 gare che fino a un paio di anni fa erano considerate già troppe e quindi un limite da non superare.

MotoGP verso un calendario da 22 gare

Anche in occasione dell’ultimo Gp ad Austin, dopo le insistenti voci di un prossimo Gp in Messico, ai piloti è stato chiesto cosa pensassero di un possibile ingresso dell’Autodromo Hermanos Rodriguez in calendario e tutti hanno ammesso di sapere dei negoziati in corso. “Sappiamo che c’è la possibilità di correre lì molto presto – ha spiegato Marc Marquez  – . Ovviamente saremmo molto felici di disputare una gara in Messico ma, prima di tutto, il circuito dovrà sistemare i problemi legati alla sicurezza”. Il tracciato messicano è infatti adatto alla Formula 1 ma potrebbe non garantire gli standard di sicurezza richiesti sui circuiti che ospitano una gara del Motomondiale. Dello stesso avviso anche Valentino Rossi: “Il Messico è un posto fantastico ma per noi è molto importante che la pista sia in buone condizioni e soprattutto a un buon livello di sicurezza. Se lavoreranno bene sotto questo aspetto, credo che prima o poi ci andremo sicuramente”. Ancora più possibilista, Cal Crutchlow: “Mi piacerebbe molto correre lì, ovviamente se miglioreranno la sicurezza sarebbe positivo”.

L'idea è sostituire i test pre-campionato con le gare

In attesa di capire se sarà o meno possibile un Gp del Messico, ad agosto sarà il nuovo Kymiring in Finlandia a ospitare i test estivi in vista dell’ingresso in calendario già previsto per il 2020. Dal 2021 entreranno a far parte del Mondiale anche l’Indonesia e con molta probabilità il Brasile che ha già un accordo firmato anche se non è stato ancora definito il circuito. In ogni caso, per garantire un format da 22 GP, Dorna dovrà inevitabilmente operare delle scelte, inserendo nuove date o probabilmente sacrificando uno dei quattro Gp previsti in Spagna. Con Jerez praticamente intoccabile – ora che il Qatar sembra destinato a investire nel circuito – e il tracciato di Valencia che sta spendendo grandi somme per ospitare la tappa finale del campionato, c’è l’ipotesi che le gare di Barcellona e Aragon possano alternarsi di anno in anno. Un’idea che non sembra però essere l’unica soluzione proposta da Dorna che, per evitare la riduzione dei Gp di casa, avrebbe già proposto ai team l’idea di sostituire i test invernali con le gare.