L’Aston Martin DB11
in foto: L’Aston Martin DB11

È ufficiale, l’Aston Martin sbarca in Borsa. La casa automobilistica britannica resa celebre dai film di James Bond (007) ha definito il progetto di quotazione sul listino di Londra. L’annuncio è arrivato dalla stessa società con un comunicato, confermando le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane. Secondo fonti di stampa, l’offerta pubblica iniziale (Ipo) dovrebbe vedere la società valutata fino a 5 miliardi di sterline (5,52 miliardi di euro). La casa automobilista, title sponsor della scuderia Red Bull di Formula 1, ha dichiarato di aver depositato un documento di registrazione presso la Financial Conduct Authority britannica, requisito richiesto alle società che valutano l’Ipo. In attesa di una decisione finale, un prospetto dettagliato verrà pubblicato il 20 settembre. Se tutto andrà come previsto, Aston Martin – che intende quotare azioni per circa 1 miliardo di sterline –  sarà la prima casa automobilistica britannica sul London Stock Exchange dopo anni, dopo la vendita di marchi come Jaguar, Bentely e Rolls-Royce a proprietari stranieri.

Aston Martin pronta a correre in Borsa

Il ceo di Aston Martin, Andy Palmer, auspica che l’operazione si completi entro la fine dell’anno, integrando l’inversione di tendenza dopo l’arrivo dei nuovi modelli e i nuovi volumi di vendita che stanno aiutando il marchio a tornare alla redditività dopo anni di perdite. Il piano comporterà inoltre una vendita secondaria da parte degli attuali azionisti, in particolare da parte dei gruppi di private equity italiani – tra cui il fondo Investindustrial della famiglia Bonomi che dalla fine del 2012 è socio di riferimento – e del Kuwait, con un flottante di almeno il 25%. La tedesca Daimler, che detiene una partecipazione del 4,9%, dovrebbe rimanere azionista. Aston Martin, dopo anni di perdite, lo scorso anno ha realizzato il suo primo profitto dal 2010 e mercoledì ha registrato profitti semestrali pre-tax rettificati di 42 milioni di sterline con ricavi che salgono dell'8% a 445 milioni di sterline grazie alla forte domanda dei modelli DB11 coupé e Volante. La società con sede a Gaydon, in Inghilterra, ha dichiarato di attendersi che i volumi di vendita dell’intero anno salgano tra le 6.200 e le 6.400 unità e nel medio termine punta a produrre circa 10.000 automobili nel 2020. La notizia è stata accolta positivamente dai mercati, tanto da sostenere anche il titolo Ferrari a Piazza Affari dove, poco dopo l’avvio delle contrattazioni, guadagna oltre il 3%, a 113,55 euro per azione, in controtendenza con il listino del Ftse-Mib.