Il mondo dell'auto si sta trasformando, mutando le proprie abitudini e quelle degli automobilisti, ma secondo l'opinione dei più giovani non sta andando nella direzione giusta: la maggior parte di loro, infatti, non vede l'acquisto di un'automobile come una priorità preferendo impiegare il proprio denaro per acquistare una casa, magari per prenotare una vacanza da sogno, oppure lo metterebbero da parte per le spese quotidiane o sul conto corrente.

Sì a car sharing ed elettriche

Questa è sola una delle domande fatte ai giovani nati tra il 1984 e il 1995, di Italia, Germania e Regno Unito da Bain & Company durante il "Quattroruote Day 2019"; la maggior parte di loro, infatti, non vede l'auto come una priorità preferendo investire i propri soldi in altro modo. Una scelta derivata principalmente dal fatto che i trentenni italiani hanno un reddito inferiore del 17% rispetto a quello che aveva la generazione precedente e considerata nella stessa fascia di età, ma che è influenzata anche dal fattore ambientale: chi vive in città, infatti, ha un rapporto più freddo, meno emotivo con l'automobile. Più ci si allontana dalle grandi città, invece, più l'auto diventa importante per potersi spostare. Proprio la città rappresenta una discriminante importante tanto che il 55% dei giovani è disposto a rinunciare all'automobile di proprietà a favore del car sharing – in ragione di una risparmio o della possibile condivisione con amici -, percentuale che sale al 66% se si guarda le generazioni successive, così come la maggior parte vede di buon occhio l'avvento delle vetture elettriche.

La guida autonoma non convince ancora

Sì alla condivisione, ma no alla guida autonoma. Gli under 35, nonostante siano cresciuti in un'era fortemente tecnologica, non vedono di buon occhio il progresso applicato alle autovetture rimanendo ancora piuttosto scettici, come pure i loro coetanei tedeschi e inglesi tanto che, chiamati ad esprimere una votazione avendo a disposizione una scala da 1 a 5, i giovani interpellati hanno votato in media solo 2,5. I giovani, quindi, preferiscono ancora guidare, magari in compagnia di amici o parenti su una vettura che pagano solo per il tempo che utilizzano: informazioni importante che devono far riflettere gli operatori del settore sul futuro dell'automobile.