A vincere nel GP del Brasile è ancora una volta Lewis Hamilton che contribuisce così alla conquista del titolo costruttori da parte della Mercedes. Il britannico chiude davanti ad un Max Verstappen straordinario ‘scippato' della vittoria da una follia di Estban Ocon che ne ha compromesso l'ultima parte di gara. Sul gradino più basso del podio troviamo invece il ferrarista Kimi Raikkonen che in volata ha la meglio su Daniel Ricciardo. Solo sesto un anonimo Sebastian Vettel che chiude anche dietro all'altra Mercedes di Valtteri Bottas. Tanti dunque i momenti da ricordare di questo Gran Premio del Brasile, così come altrettanti sono quelli che invece vanno dimenticati in fretta. Ecco quindi il meglio e il peggio della ventesima gara stagionale della Formula 1.

Top, chi può sorridere e perché

Hamilton ‘scarta' il regalo di Ocon

Soliti problemi di usura delle gomme, pneumatici medi non performanti come sulle monoposto dei rivali, campionato già conquistato e un Max Verstappen in forma smagliante, eppure Lewis Hamilton è lì sempre e comunque a caccia della vittoria. Il folle gesto di Ocon che ha compromesso la gara dell'olandesino della Red Bull non toglie nulla alla sua ennesima grande prestazione nonostante le grandi difficoltà avute dalla Mercedes in questo GP del Brasile.

‘Scippato' un Verstappen deluxe

Dieci giri per prendersi la seconda posizione dopo esser partito dalla quinta casella in griglia. Protagonista indiscusso della prima parte di questa gara brasiliana è certamente Max Verstappen che immediatamente uno dopo l'altro svernicia le Ferrari di Raikkonen e Vettel e la Mercedes di Valtteri Bottas con tre sorpassi da urlo mettendosi immediatamente a caccia del leader Lewis Hamilton che supererà poi con una perfetta manovra dopo il pitstop. La follia di Esteban Ocon che da doppiato duella con l'olandese speronandolo rovina quella che fin lì era una gara perfetta.

Flop, cosa dimenticare e in fretta

Anonimo Vettel

Primi giri disastrosi per Sebastian Vettel che probabilmente non vede l'ora di mettersi alle spalle questa stagione che lo ha visto troppo spesso protagonista in negativo. Il tedesco infatti si fa prima sorprendere in partenza da Valtteri Bottas che gli soffia la seconda posizione, poi si vede sopravanzare da un Max Verstappen scatenato e infine commette un errore cedendo così la posizione anche al compagno di scuderia Kimi Raikkonen. Nonostante un problema ad uno dei sensori della sua monoposto (che costringerà il muretto Ferrari ad ordinargli di ricedere la posizione al finlandese dopo il pitstop) di certo quella offerta in Brasile dal quattro volte campione del mondo non può essere considerata una prestazione positiva essendo surclassato anche da Daniel Ricciardo nella seconda parte di gara.

La follia di Ocon

Di certo non può passare inosservata la follia di Esteban Ocon che ha di fatto condizionato l'andamento della gara. Il tentativo di sdoppiarsi sul leader della corsa Max Verstappen che ha costretto l'olandesino ad un testacoda e ad un finale di gara con il fondo della sua Red Bull rovinata, punito in corsa con uno stop-and-go da dieci secondi, non può esser messa nel dimenticatoio: urge il pugno duro della Federazione.

La disastrosa domenica di Ericsson

Come rovinare una magnifica prestazione in qualifica dopo appena 21 giri di gara? Per informazioni chiedere a Marcus Ericsson che tra incidenti, manovre avventate, scarsa reattività, testacoda si ritrova in ultima posizione dopo appena 17 tornate appunto dopo esser scattato dalla sesta casella della griglia. Il ritiro è l'inevitabile epilogo di una domenica tutta da dimenticare per lo svedese. Il tutto mentre il suo compagno di squadra, Charles LeClerc, si conferma ad alti livelli risultando il primo "degli altri" (escluse dunque Ferrari, Red Bull e Mercedes).

Il week end nero di Hulkenberg

Dopo due ottimi weekend arriva invece una tre giorni da dimenticare per Niko Hulkenberg e la sua Renault. Dopo il brutto incidente nelle seconde libere del venerdì e una qualifica non proprio esaltante, anche la gara non riserva grandi soddisfazioni al pilota tedesco che chiude con un ritiro a causa di problemi al motore della sua monoposto quando non si era ancora arrivati nemmeno a metà corsa.